Morta durante un volo in parapendio: lo schianto al suolo in una zona rocciosa
Castelnuovo Bozzente Morta a 28 anni a Tenerife cadendo con il parapendio. Il sindaco: «Vicini alla famiglia». La salma non sarà rimpatriata, ma sabato in paese verrà celebrata una messa di suffragio con amici e parenti
Castelnuovo Bozzente
Profondo cordoglio a Castelnuovo Bozzente per la morte di Cristina Colturi spirata a 28 anni cadendo con il parapendio a Tenerife. Un’esperienza da sogno (era il regalo di Natale del compagno, per farle rivivere l’emozione già provata qualche anno fa nell’Erbese) che si è trasformata in tragedia.
Cristina è morta domenica a causa delle ferite riportate venerdì precipitando sulla spiaggia di La Enramada, nel Comune di Adeje. Secondo quanto comunicato dal Centro di coordinamento delle emergenze e della sicurezza del governo delle Isole Canarie, il parapendio biposto su cui volava accanto a un istruttore (ferito in modo non grave) si sarebbe schiantato al suolo in una zona densa di rocce, sulla spiaggia di La Enramada.
Il cordoglio della comunità
Al dolore della famiglia si stringe la comunità di Castelnuovo Bozzente. Ieri il sindaco Massimo Della Rosa, ha chiamato i familiari della giovane volati sabato a Tenerife: «È una disgrazia terribile - afferma - Conosco bene la famiglia e, più superficialmente, Cristina. Ricordo di averla rivista per le vacanze di Natale, mentre passeggiava in paese con la madre. Siamo vicini con affetto e solidarietà alla famiglia in questo momento di grande dolore per la tragica perdita». La salma non sarà rimpatriata per rispettare le volontà della vittima, che sarà comunque commemorata dalla comunità dove era cresciuta. Da un anno si era trasferita a Tenerife, dove si occupava di armocromia in alcuni alberghi.
«Stiamo organizzando una messa dedicata a lei a Castelnuovo, per sabato – fanno sapere i familiari – È ancora tutto in fase di preparazione».
Nell’ora più buia, un gesto di estrema generosità come avrebbe voluto Cristina. All’alba di ieri sono stati impiantati in due pazienti in lista di attesa nell’ospedale universitario Nuestra Señora de la Candelaria, dove è morta, due degli organi espiantati alla ragazza, come comunicato all’Ansa dal centro di coordinamento trapianti dell’ospedale universitario. La salma è stata trasferita nel vicino Istituto anatomico forense per essere sottoposta ad autopsia, come da procedura per l’inchiesta aperta per appurare le cause dello schianto.
«Pare che l’incidente sia avvenuto in fase di atterraggio – riferiscono i familiari - Non sappiamo molto perché sono ancora in corso gli accertamenti».
Quale la causa della tragedia? Difficile formulare ipotesi non conoscendo la dinamica, premette Enrico Frigerio, direttore della scuola Aero club Monte Cornizzolo: «Siamo stati in vacanza in quella zona: è molto sicura per il volo perché c’è un’ampia spiaggia per atterrare. È una zona bellissima, panoramica. L’unico piccolo problema, gestibile, è che a volte c’è un vento abbastanza sostenuto. Di norma si sta a una distanza di sicurezza da un potenziale ostacolo proprio per questo motivo. Come per qualsiasi altra disciplina, non si può escludere un errore umano dell’istruttore».
I precedenti
Stando a quanto riferisce il quotidiano locale El Dia, con quello di venerdì in un anno sono saliti a undici gli incidenti con feriti gravi e decessi legati al volo con parapendio a Tenerife. Sei di questi, incluso quello di venerdì, avvenuti ad Adeje.
© RIPRODUZIONE RISERVATA