Muore d’infarto a 52 anni. Era al torneo del figlio dodicenne
Bulgarograsso Un malore improvviso mentre si trovava a Pesaro. Il funerale nella chiesa parrocchiale. La moglie: «Era la nostra roccia»
Bulgarograsso oggi dice addio a Giorgio D’Andrea, stroncato da infarto a 52 anni.
La tragedia si è consumata a Pesaro, dove con la moglie Antonella aveva accompagnato il figlio Samuele, 12 anni, a un torneo di basket. Dopo avere seguito la partita era andato a riposare e, nel sonno, è stato colto da infarto fulminante.
Il figlio, che sapeva quanto il padre fosse orgoglioso di lui e della sua passione per il basket, ha voluto onorarne la memoria scendendo in campo lo stesso.
Originario di Potenza, dal 2006 risiedeva a Bulgarograsso. Lavorava a Milano, per Sicuritalia, come operatore di centrale.
«Era la nostra roccia – ricorda la moglie – Era un padre amorevole, attento, sorridente. Seguiva i figli con una dedizione non comune. Era la parte leggera, allegra, spensierata della nostra famiglia. Accompagnava mia figlia Maria, 16 anni, ai concerti e seguiva nostro figlio agli allenamenti e alle partite di basket. Aveva le qualità di affrontare con il giusto equilibrio i problemi».
Pilastro della famiglia
Era il pilastro della famiglia. «C’eravamo conosciuti nel 2001 al mio paese, Mercato San Severino - prosegue la moglie - Quest’anno avremmo festeggiato 20 anni di matrimonio. Facevamo tutto insieme. Abbiamo condiviso piccoli viaggi. La sera era il nostro momento. Ci sedevamo sul divano a vedere serie Tv e programmi, una volta sceglievo io e la volta successiva lui. Era un marito adorabile, era solo un po’ smemorato. Sul lavoro, invece, era preciso e professionale. Era molto stimato dai colleghi, per tanti dei quali è stato un maestro». Adorato anche dal cane Sam, che lo riempiva di coccole.
Commovente il ricordo della sorella Lucia: «Le parole mancano perché la ragione non accetta questa situazione. Il vuoto che ha lasciato è assordante. Per me è stato e sarà sempre il mio fratellone Ciccio, che quando mi abbracciava mi stritolava. Lasciava il segno con il suo modo di essere: era sorridente, calmo e cercava di placare ogni disguido, dicendoci di passare oltre perché poi tutto si sarebbe risolto. E’ stato un padre esemplare, sempre presente e attento ai figli, li ha amati più di se stesso e se avesse potuto scegliere non li avrebbe lasciati così presto. Amava la moglie e la supportava continuamente. Sono certa che, in qualche modo, continuerà a sostenere la sua famiglia e tutti noi».
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