Olgiate dice addio all’ex sindaco Vercellini

Lutto Ha guidato la città dal 1973 al 1977. La figlia è assessore: «Grande passione per la politica». Moretti: «Se ne va un’anima gentile»

Olgiate Comasco

Commosso e partecipato ultimo saluto, ieri, a Emilio Vercellini, sindaco di Olgiate dal 1973 al 1977. È scomparso a 87 anni. Chiesa gremita; presenti diversi esponenti dell’amministrazione comunale, a cominciare dal sindaco Simone Moretti.

«Il nostro essere qui è un segno di vicinanza alla famiglia e un ringraziamento per quello che Emilio ha fatto nella comunità di Olgiate e oltre»: così don Alberto Dolcini, che ha concelebrato le esequie con don Gianluigi Vercellini, cugino dell’ex sindaco, e con don Omar Corvi presidente dell’Istituto per il sostentamento del clero, di cui Vercellini era stato consigliere.

I numerosi ricordi

Uomo di profondi valori, lascia un’eredità di impegno civico, passione politica, cultura e umanità. «Era mite, buono, di grande cultura, curiosità intellettuale e sensibilità umana. Ha sempre cercato di aiutare tutti – ricorda la figlia Paola, attuale vicesindaco – Fino all’ultimo si è interessato di politica locale e nazionale. Aveva una grande passione politica fin da giovane, allora nell’ambito della Dc. Ha svolto l’attività di avvocato dal 1968 al 2019, a Como in uno studio associato e a Olgiate».

Profondamente addolorato il sindaco Moretti: «Se ne va un’anima gentile, educata, amante della musica (membro della corale parrocchiale) e del bello; persona perbene e colta, aveva la capacità di far sentire tutti a proprio agio. Un vero signore per modi ed educazione, un amministratore attento e dotato di una carica umana rara.

Quando c’incontravamo si informava sull’amministrazione e condividevamo le difficoltà del ruolo che ben conosceva, l’incastro tra i diversi impegni ma anche la consapevolezza di lavorare sempre per il bene comune».

Nel suo mandato la prima esperienza di centrosinistra. «Nel 1973, per la prima volta in provincia di Como, sperimentammo un’alleanza Dc-Pc. Il Pc non entrò in giunta, ma assicurò appoggio esterno – ricorda il già vicesindaco e allora assessore Mario Mascetti – Scrissi il documento dell’accordo e lo feci approvare dalla direzione provinciale Dc, di cui facevo parte. Nel corso del mandato abbiamo acquisito villa Peduzzi e fatto il primo progetto per riutilizzare villa Camilla. Dal 1968 fino a prima che diventasse sindaco era stato presidente del Circolo Lura nostra, fondazione culturale per i giovani che avevo costituito. Era una persona collaborativa e accomodante, aperta al dialogo e alla mediazione». Lo conferma l’ex assessore Ivano Gabaglio, al tempo iscritto al Pc: «Persona pacata, non trascendeva in giudizi o dichiarazioni lesive della persona. Avevamo avuto modo di collaborare su scelte condivise. Era sempre disponibile con tutti quando c’era la necessità di interloquire. Perdiamo una persona che ha avuto un peso nella società olgiatese».

La stima dei colleghi

L’ex sindaco Maria Rita Livio: «Uomo integro e onesto, ne apprezzavo l’impegno civico e la passione politica che ha trasmesso anche alle figlie. Brava persona, un ottimo cittadino». E anche un amico sincero, come ricorda l’ex vicesindaco Giuseppe Bottinelli suo coetaneo: «Persona di grande intelligenza, capace di rapportarsi anche con chi non aveva la sua cultura. Fin da ragazzi, quando ci trovavamo, discutevamo di politica. Lui democristiano, io socialista e il nostro coscritto Camillo Gaffuri liberale, ci si confrontava senza mai incrinare la nostra amicizia, rimasta immutata. Fino a tre settimane fa, tutti i giovedì andavamo a fare visita a Camillo in casa anziani».

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