FLAUBERT e la politica
TEATRINO DEL NIENTE

FLAUBERT e la politica TEATRINO DEL NIENTE
Honoré Victorin Daumier, “Lo scherzo dell’elezione”, 1844, litografia

La passione non è una vocazione e conduce spesso a giudizi erronei. La passione per il teatro, ad esempio, ha portato Gustave Flaubert a scrivere un testo scenico -l’unico pubblicato in vita dall’autore di “Madame Bovary”- che all’epoca venne ingiustamente stroncato dalla critica, colpevolmente ignorato dal pubblico e infine sconfessato dallo stesso Flaubert, che dopo quattro repliche lo fece togliere dal programma del “Théâtre du Vaudeville” di Parigi, dove peraltro era approdato tra mille fatiche e difficoltà.

Pessimo giudice di se stesso, Flaubert aveva prestato troppo ascolto all’opinione della critica e del pubblico, convincendosi che il testo avesse oggettivamente poco valore. È una convinzione ancora oggi molto diffusa, al punto che l’opera in questione è poco letta e spesso assente dalle scelte antologiche degli scritti di Flaubert, perché si ritiene che non possa figurare accanto ai grandi capolavori narrativi, scritti per vocazione e non per semplice passione.

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