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Mercoledì 04 Febbraio 2026
Fumo, un vizio che resiste: donne e ragazzi a rischio
Salute In calo il numero dei fumatori uomini, ma il tabagismo cresce tra i giovanissimi e la popolazione femminile. Un errore credere che le sigarette elettroniche facciano meno male. Smettere riduce sempre i rischi, a ogni età
In Italia diminuisce, seppure lentamente, il numero dei fumatori uomini, mentre aumenta quello delle donne e dei giovanissimi. Dati che preoccupano gli esperti, ecco perché è fondamentale sensibilizzare la popolazione.
Ne abbiamo parlato con Claudio Sorino, pneumologo, direttore della Riabilitazione Cardiorespiratoria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù e presidente dell’associazione italiana per la prevenzione, diagnosi e cura delle affezioni respiratorie (”Predicare”).
Dottore, è vero che il tabagismo non è solo una cattiva abitudine?
L’utilizzo di tabacco e dei suoi derivati è una vera e propria patologia cronica recidivante, legata alla dipendenza da nicotina, una sostanza che è a tutti gli effetti una droga. La modalità di assunzione, prevalentemente attraverso la combustione, rende il fumo la principale causa di morte evitabile nel mondo occidentale. Nei reparti di pneumologia osserviamo quotidianamente le conseguenze del fumo sui polmoni e sulla vita dei pazienti. L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia circa 93.000 decessi ogni anno siano attribuibili al fumo di tabacco, questo significa oltre il 20% della mortalità totale maschile e circa il 7% di quella femminile. Tuttavia, stiamo assistendo a una preoccupante divergenza di genere.
Le donne fumatrici sono in aumento?
Se negli uomini la prevalenza dei fumatori è in costante, seppur lenta, diminuzione (dal 30% degli anni ’90 a circa il 22–24% attuale) tra le donne il calo è minimo, con una tendenza alla stasi o addirittura all’aumento in alcune fasce d’età.
Come mai?
Le ragioni sono molteplici. Per decenni l’industria del tabacco ha associato la sigaretta all’emancipazione femminile e al controllo del peso corporeo. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che le donne utilizzino più frequentemente il fumo come strumento di gestione dello stress. Molte fumatrici descrivono la sigaretta non come un vizio, ma come uno spazio “tutto loro” all’interno di giornate scandite da ritmi serrati. Mentre nell’uomo prevalgono spesso gli aspetti chimici della dipendenza, nella donna la sigaretta diventa spesso un regolatore emotivo e ciò rende talvolta la cessazione più complessa in assenza di percorsi personalizzati.
I dati si sono tradotti in una diminuzione di tumori del polmone negli uomini e di un aumento, invece, nelle donne?
Il tumore del polmone, storicamente considerato una patologia maschile, mostra oggi una riduzione di incidenza e mortalità negli uomini, a fronte di un netto aumento tra le donne. Negli ultimi vent’anni, la mortalità femminile per carcinoma polmonare in Italia è cresciuta a ritmi inquietanti, diventando la terza causa di morte oncologica per le donne.
Preoccupa anche la diffusione del fumo tra i giovani. Cosa sappiamo oggi su sigarette elettroniche e altri prodotti utilizzati dai ragazzi? È vero che chi li utilizza ha poi la tendenza a passare al fumo di sigaretta tradizionale?
Un punto critico del dibattito attuale riguarda le sigarette elettroniche (e-cig) e i prodotti a tabacco riscaldato (Htp). La narrativa della “riduzione del danno” ha spesso oscurato i rischi per la salute. Oggi sappiamo che questi dispositivi non sono affatto innocui. Le indagini indicano una diffusione in crescita tra gli adolescenti: in Italia, circa un terzo degli studenti di scuola superiore ha sperimentato prodotti da svapo. Il dato più allarmante per noi clinici è il cosiddetto effetto gateway (effetto ponte): chi inizia a usare sigarette elettroniche in età adolescenziale ha una probabilità significativamente maggiore di passare, nel giro di pochi anni, alla sigaretta tradizionale.
Come mai?
La nicotina, somministrata in forme tecnologicamente avanzate e spesso aromatizzate, agisce su un cervello ancora in fase di sviluppo, creando una dipendenza neurologica difficile da scardinare. Inoltre, i liquidi delle e-cig contengono sostanze potenzialmente irritanti e tossiche (come formaldeide e metalli pesanti), i cui effetti a lungo termine sull’epitelio bronchiale sono ancora in fase di studio, ma già associati a quadri di infiammazione polmonare e aumentata reattività delle vie aeree. Se dovessi stilare da clinico una classifica dal prodotto più nocivo al meno dannoso, collocherei al primo posto le sigarette tradizionali, seguite dai prodotti a tabacco riscaldato e infine dalle e-cig. Sostituire la sigaretta tradizionale con una elettronica è spesso vantaggioso; smettere del tutto lo è ancora di più. Non iniziare (neppure provare) resta la scelta più saggia.
Sappiamo che l’abitudine al tabacco aumenta il rischio di tumori ma forse non tutti hanno in mente qual è l’impatto reale sulla salute?
Spesso il fumo viene associato quasi esclusivamente al tumore del polmone. Sebbene questo rappresenti il rischio principale (85–90% dei casi) il suo impatto sulla salute è in realtà sistemico e devastante. Il tabacco è un agente cancerogeno per numerosi organi.
Quali sono i tumori correlati?
Quelli del cavo orale, faringe e laringe (vie di passaggio a diretto contatto con i prodotti della combustione), esofago e stomaco (per la deglutizione dei metaboliti del fumo), vescica e reni (attraversati dalle sostanze cancerogene per la loro eliminazione urinaria), pancreas e fegato (coinvolti nel metabolismo delle tossine). Poiché i cancerogeni del tabacco passano dai polmoni al circolo sanguigno raggiungendo ogni distretto dell’organismo, il fumo aumenta il rischio di sviluppare anche altre forme di tumore.
Quali?
La leucemia mieloide acuta (il benzene danneggia il midollo osseo), il tumore della mammella e specifiche forme di tumore cutaneo, come il carcinoma squamocellulare. Oltre all’oncologia, il fumo è il principale responsabile della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattia degenerativa che provoca una progressiva difficoltà al passaggio dell’aria nei polmoni, fino all’insufficienza respiratoria cronica. Parallelamente il tabacco danneggia il sistema cardiovascolare accelerando l’aterosclerosi, con un drastico aumento del rischio di infarto del miocardio e ictus cerebrale.
Smettere di fumare è importante a qualsiasi età?
Smettere di fumare ha benefici immediati e tangibili a qualsiasi età. Dopo 20 minuti svaniscono gli effetti sulla pressione arteriosa e frequenza cardiaca. In 12 ore i livelli di monossido di carbonio nel sangue si normalizzano. Dopo circa un anno il rischio di malattia coronarica si dimezza rispetto a quello di un fumatore. Dopo 10 anni il rischio di morire per tumore al polmone si riduce del 50%. Smettere a 30 anni restituisce quasi 10 anni di aspettativa di vita, smettere a 60 anni comunque almeno 3. Anche in presenza di una diagnosi di tumore, la cessazione del fumo migliora l’efficacia delle terapie e riduce le complicanze post-operatorie.
Pensa che aumentare il costo delle sigarette possa essere una soluzione?
Per ridurre la prevalenza serve un approccio integrato. L’aumento del costo delle sigarette è una delle leve più efficaci, soprattutto per scoraggiare l’inizio tra i giovani e favorire la cessazione nelle fasce a basso reddito, ma la tassazione da sola non basta. È fondamentale investire nell’educazione scolastica, con programmi che aiutino i ragazzi a sviluppare spirito critico e resilienza rispetto alle pressioni del marketing. Le politiche smoke-free hanno già dimostrato i loro benefici, e l’estensione dei divieti anche a vari spazi aperti può contribuire a una ulteriore denormalizzazione del consumo di tabacco.
Altre strategie?
I centri antifumo, sicuramente implementabili, rappresentano un supporto essenziale: percorsi strutturati aumentano le probabilità di successo fino a quattro volte rispetto al “fai da te”. La lotta al tabagismo richiede un impegno sinergico tra clinici, istituzioni e società civile. Non è solo una scelta di salute pubblica, ma un dovere etico. Solo attraverso un’informazione corretta, rigorosa e basata sull’evidenza scientifica potremo invertire la rotta e proteggere la salute delle future generazioni.
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