Quando la vista si offusca, attenzione alle sincopi

La sindrome di tipo vasovagale (dovuta a iperstimolazione del nervo vago) ha un’incidenza pari al 6% È benigna, ma se si ha un battito irregolare e ci si sente mancare è bene sdraiarsi e sollevare le gambe

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La sincope vasovagale è un’improvvisa e breve perdita di coscienza legata a una iperstimolazione del nervo vago. Si tratta di una condizione benigna frequente (6% della popolazione ogni anno) ma che, in alcuni soggetti predisposti, può essere ripetuta nel tempo e per questo andare a impattare sulla qualità di vita.

Abbiamo chiesto al dottor Federico Furlan, direttore dell’unità operativa di Pronto Soccorso all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, di aiutarci a capire di che cosa si tratta e di come comportarsi quando si verificano queste situazioni.

Dottore è vero che la sincope vasovagale è una condizione frequente?

Le sincopi in generale, più conosciute come svenimenti, sono senza dubbio tra le cause più frequenti di accesso al pronto soccorso. Queste sincopi si verificano quando c’è un’improvvisa riduzione di flusso di sangue al cervello e possono avere diversa origine. Ci sono sincopi, ad esempio, legate a cause cardiologiche, altre da ipotensione ortostatica, ma anche le sincopi neuromediate, come ad esempio la sincope vasovagale, cioè legate al nervo vago.

Ma che cos’è il nervo vago? È un nervo cranico. È utile precisare che i nervi cranici sono 12 coppie di nervi che originano direttamente dal cervello e dal tronco encefalico e che sono numerati in base alla loro posizione dalla parte anteriore a quella posteriore. Il nervo vago è il X nervo cranico ed è il più lungo e ramificato del sistema parasimpatico in quanto supera il diaframma e arriva fino all’intestino.

Quali le sue funzioni? Essendo così esteso è chiaro che ha un ruolo importante per quanto riguarda il sistema nervoso autonomo parasimpatico.

Regola, ad esempio, funzioni involontarie come il battito cardiaco, la digestione e la respirazione, ma prepara anche il corpo a situazioni di emergenza e di Ma perché può essere implicato in una sincope?

La causa è un ipertono del nervo vago stesso. Esistono condizioni che vanno a favorire un’eccessiva stimolazione e di conseguenza uno svenimento temporaneo.

Un esempio è quando si verifica una forte emozione che va a sollecitare appunto il nervo vago, ma una sincope vasovagale può essere anche conseguenza di un episodio di vomito o di diarrea proprio perché si verifica un’iperstimolazione, quindi, si verifica una vasodilatazione a livello cerebrale, si riduce il flusso di sangue al cervello e si sviene.

Quindi le cause della sincope vasovagale sono molteplici?

Esattamente, abbiamo citato stress, emozioni, sintomi gastrointestinali, ma anche stare a lungo in piedi, il freddo o il caldo eccessivo, il dolore intenso, uno spavento o un fastidio come la vista del sangue, sono tutte situazioni che possono portare a un elevato tono vagale, a una sensazione di vertigini, fino allo svenimento.

I dati disponibili parlano di circa il 6% di incidenza nella popolazione ogni anno. La sindrome vasovagale è frequente sia nei giovani che negli anziani. Ma esistono delle persone più predisposte?

Si e questo può essere un problema perché alcune persone possono essere soggette a episodi frequenti e per questo la sincope può rendere difficile la quotidianità. In queste persone sono necessari degli accertamenti più approfonditi per accertarsi che la reale causa di questi svenimenti sia un ipertono del nervo vago e non altre cause, ben più pericolose.

Nella popolazione generale, invece, cosa fare? Anche perché è vero che si tratta di una situazione benigna ma svenire non è mai una bella situazione e ci si può anche spaventare e preoccupare?

Senza dubbio uno svenimento spaventa. In questi casi quando la vista inizia a offuscarsi, si ha un battito irregolare e ci si sente mancare è bene sdraiarsi e sollevare le gambe perché questi sono segnali di un abbassamento di pressione. Solitamente questa situazione rientra nel giro di pochi minuti. È importante non sottovalutare i sintomi iniziali perché il rischio di caduta è uno dei pericoli principali della sincope.

Ma quando questi episodi sono, invece, frequenti. Quali sono gli accertamenti necessari?

Quando le sincopi sono frequenti è necessario verificare che non ci siano altre cause scatenanti come, ad esempio, problemi cardiaci. È utile così studiare il cuore del paziente con elettrocardiogramma o ecocardiogramma, ma anche verificare che non ci siano problemi pressori con un holter pressorio. Potrebbe essere necessario indagare anche l’encefalo con una Tc. Una volta escluse tutte queste cause si può sottoporre il paziente a tilt test.

Come funziona questo test? Il tilt test è un esame diagnostico non invasivo utilizzato per determinare la causa di sincopi inspiegate, in particolare sospette sincope vasovagale o ipotensione ortostatica. Viene monitorata la pressione e la frequenza cardiaca su un lettino basculante che si inclina da 60° a 80°, provocando artificialmente uno stress gravitazionale per riprodurre lo svenimento e analizzare la risposta del sistema nervoso.

Ma esistono terapie per chi è soggetto a episodi ripetuti?

No, non esiste una terapia specifica per queste persone. In alcuni casi possono essere prescritti dei farmaci che aiutano ad aumentare la pressione e nei casi più gravi, quando questo riflesso vagale condiziona la qualità di vita in modo importante, può essere impiantato un pacemaker per normalizzare il battito. Esistono anche delle manovre fisiche che possono aiutare a scongiurare la sincope vasovagale, le manovre principali includono l’incrocio delle gambe, la tensione delle braccia e la contrazione delle mani.

Come funzionano queste manovre? Si può incrociare le gambe stando in piedi e contrarre i muscoli delle gambe, i glutei e l’addome, oppure, afferrare una mano con l’altra davanti al petto e tirare con forza verso l’esterno, contraendo i muscoli delle braccia e delle spalle. Altra manovra è quella di stringere con la massima forza possibile un oggetto, come una pallina da tennis o di gomma, con la mano dominante.

In generale, comunque, contrarre i muscoli addominali e degli arti inferiori aiuta a contrastare il ristagno venoso.

Come si devono comportare le persone che assistono a episodi di questo tipo?

La cosa importante è fare in modo, se si può, che la persona non si faccia male e poi aiutarla a sdraiarsi perché come abbiamo detto sollevando le gambe e rilassando il corpo la situazione rientra in breve tempo. È sconsigliato far sedere, invece, la persona che potrebbe scivolare dalla sedia e picchiare la testa. Se però lo svenimento è più importante e si manifestano altri sintomi come perdita di saliva dalla bocca, tremori degli arti o affanno respiratorio, o se la persona cade a terra e picchia la testa, allora è necessario chiamare i soccorsi.

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