Moraschini: «Cantù, prima la salvezza e poi...»
Intervista al capitano: «La squadra ha fisicità e può correre tanto. Il campionato è più difficile». VIDEO
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. Video di Luca Pinotti Basket - Riccardo Moraschini
In mezzo a tanti cambiamenti, c’è una quercia che non si sradica. Il capitano non si tocca. Riccardo Moraschini è pronto per la sua quarta stagione a Cantù, la seconda come capitano della S.Bernardo. Era arrivato nel 2023, a stagione iniziata, dopo la squalifica per doping e un’annata a Venezia. Con la voglia di spaccare il mondo, di ricominciare e di sentirsi ancora importante. Al primo tentativo, è andata male: Cantù sconfitta in finale da Trieste. Durante la finale, l’infortunio al ginocchio. Grave, ma meno del previsto. Un’estate di lavoro e subito in campo alla prima. La Coppa Italia (vinta), i playoff di A2 (vinti) e l’investitura: Moraschini capitano della nuova esistenza in vita di Cantù, nel suo habitat naturale: la serie A.
Fresco di un prolungamento che lo vedrà, a 35 anni compiuti, ancora in campo per (almeno) una stagione ancora, Moraschini è stato letteralmente “assalito” al media day organizzato ieri da Cantù al pavilion. Il capitano ha fatto il punto della situazione. Sulla prima settimana di lavoro, sul roster e sul campionato. In una fase in cui ancora c’è tanto (praticamente tutto) da fare, ma con aspettative sempre più alte.
Capitano, quali sono le prime sensazioni dopo una settimana di lavoro? «Siamo contenti di essere partiti, è una squadra nuova e c’è tanta voglia di imparare, di conoscerci l’uno con l’altro. L’ho visto fin dai primi allenamenti. È presto per dare giudizi, abbiamo pochi giorni di lavoro nelle gambe, ma per ora le cose girano al meglio».
Primo confermato e ancora capitano. Che aspettative hai? «Per quanto mi riguarda sono contento in generale e soprattutto del fatto che sono arrivati un allenatore come Vitucci e un general manager come Giofrè. Abbiamo lavorato solo un anno insieme a Brindisi, ma è stato sufficiente per legare: questo rinnovo del contratto significa molto e mi ha dato subito grande fiducia. Ora il legame con Cantù comincia a essere importante. L’espressione di fiducia e di volontà nel continuare assieme è stata molto forte, sono molto contento di questo e l’ho voluto veramente tanto. Ogni anno è importante e il mio ruolo mi gratifica: cercherò di dare una mano con la mia esperienza, anche a fare capire dove sono arrivati».
Ci dai una prima impressione sui nuovi? È una Cantù integrante? «Sicuramente è una Cantù che ha fisicità e che vorrà correre tanto. Conosco bene Vitucci, quindi conosco bene come gioca e il suo sistema. È una squadra che vorrà e dovrà correre tanto in campo aperto, che ha tanti atleti, ha tanto corpo, tanto fisico. Finora, mi hanno fatto tutti una buona impressione, anche perché sono arrivati pronti e ben allenati. Tutti hanno motivazioni e si stanno mettendo a disposizione del tecnico».
E il clima è buono? «Mi piace molto perché tutti hanno il sorriso, grande positività, grande entusiasmo e partire con queste basi sicuramente è una cosa importante».
L’anno scorso Cantù ha ottenuto una salvezza un po’ complicata. Quest’anno qual è l’obiettivo in un campionato molto particolare e con nuove protagoniste? «L’obiettivo è sempre quello, salvarci, ma provando a fare meglio dell’anno scorso. E una volta ottenuta la salvezza, capire se potrà fare un passo in più: se saremo vicini alla zona playoff, ci proveremo a tutti i costi».
Si dice che il campionato sia di livello molto alto, sei d’accordo? «È un anno particolare perché il livello delle squadre si è alzato tanto. Dieci squadre su sedici disputeranno le coppe europee, di conseguenza hanno aumentato in tante il loro livello nel roster. Sarà una stagione complicata ma dobbiamo pensare soprattutto a noi stessi, a lavorare ogni giorno bene e poi vedremo dove saremo capaci di arrivare».
Un pronostico sullo scudetto. Sarà la solita lotta a due Milano-Bologna o c’è spazio anche per una sorpresa? «Per il titolo penso sia sempre una lotta a due tra Milano e Bologna. Quest’anno, forse più degli altri anni c’è un po’ più di incertezza, perché Bologna ha cambiato tanto, così come Milano. Ci sono tante squadre che si sono rinforzate. Venezia l’anno scorso ha dimostrato di arrivare in finale e giocarsela fino alla fine, eliminando la Virtus Bologna in semifinale. Tortona non è una sorpresa ed è una squadra che quest’anno si è rinforzata ancora di più».
E le due grandi novità del campionato, Bc Roma e Maxima Roma? «Per ora sappiamo che hanno un budget alto e che vogliono fare molto bene, hanno grandi obiettivi. Sarà forse il primo campionato negli ultimi sette-otto anni in cui ci potrebbe essere qualche seria outsider».
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