Tutto Vitucci: The Mentalist per Cantù
Il personaggio Laureato in sociologia, sa entrare nella testa dei giocatori. «Ho affinato il ruolo cogliendo ogni aspetto del lavoro di gruppo e con i singoli»
Lettura 1 min.Cantù
«Play and enjoy» è il suo grido di battaglia. Una frase ricorrente, un modo per caricare i suoi giocatori. Frank Vitucci non sarà un tecnico terra terra, questo è poco ma sicuro. Il nuovo coach di Cantù, al di là della comprovata esperienza e a un gioco – annunciato da molti addetti ai lavori – veloce e spumeggiate, saprà agire anche sulla testa dei giocatori.
Perché allenare la mente, oltre ai muscoli, è un credo del tecnico veneziano. Non tanto per dire, ma con titoli accademici. La sua seconda laurea – dopo quella in Scienze Politiche – è in Sociologia, specializzazione “Scienze del coaching e tecniche di mental coaching”. Una laurea ottenuta a fine 2024 alla Statale di Milano, voto 110 e lode, peraltro festeggiata con la moglie Monica, laureatasi nella stessa sessione.
Risorse umane
«Un mental coach non è uno psicologo. Semmai si tratta di un professionista che facilita le dinamiche interne, individua gli ambiti di intervento, capisce come gestire le risorse umane» e ancora, com’è nata questa passione? L’ha raccontato in una vecchia intervista: «È un’attività nata in un periodo di pausa forzata del mio ruolo di allenatore. Da allora ho affinato il ruolo cogliendo ogni aspetto del lavoro di gruppo e con i singoli». Nel 2021 è stato nominato Ambasciatore dell’Università del Salento, per i risultati raggiunti nel mondo sportivo e per la sua disponibilità nei confronti delle iniziative dell’ateneo, in particolare quelle dei corsi di laurea in Diritto e Management dello sport e in Scienze motorie. E questo aspetto legato all’allenamento della mente l’ha portato anche a seguire direttamente un golfista professionista, come mental coach.
Passione
A proposito, il golf. È un’attività che gli piace praticare nel tempo libero. A Cantù non avrà difficoltà a trovare campi e avrà un’entratura speciale come Antonio Munafò, presidente del Circolo di Villa d’Este.
Altra passione? La chitarra. Ama il jazz e il blues, sicuramente ha una canzone nel cuore per i momenti speciali. Altre curiosità? È persona pacata, di una cultura «oltre la media», come lo definiscono amici e conoscenti. Due lauree non si conseguono per caso.
Pochi diverbi
Ma sarà un coach focoso? A quanto pare no. Pochi i diverbi pesanti in carriera con gli arbitri, anche se qualche “vaffa” come a tutti è certamente scappato. E non si ricordano nemmeno esultanze fuori dall’ordinario: l’equilibrio è una priorità. L’importante è non confidare in lui, fuori dal campo, come guida per esplorare una città nuova: a quanto pare, Vitucci ha un senso dell’orientamento vicino allo zero. Ma Cantù è talmente piccola che non si perderà...
E attenzione a una possibile novità già sperimentata a Brindisi e che potrebbe riproporre in Brianza: il doppio capitano. Nel 2019/20 la sperimentò con Alessandro Zanelli e Adrian Banks. Una scelta molto “Usa” – là è consuetudine – sperimentata con l’obiettivo di unire e trovare punti in comune tra le esigenze dei gruppi italiani e americani. E chissà che Cantù, che sceglierà il “6+6” non possa sperimentare a sua volta questa novità.
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