Gaddi critica le nuove regole di Suwarso e viene insultato sui social: «Ora denuncio»

Stadio Il politico di Forza Italia contesta il divieto di portare in tribuna sciarpe e maglie della squadra avversaria. Tanti i commenti offensivi contro di lui: «Ma i risarcimenti saranno il più bel finanziamento della campagna elettorale»

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Como

Minaccia una «raffica di denunce» e dice che i risarcimenti che ne otterrà saranno «il più bel finanziamento alla campagna elettorale». Così Sergio Gaddi, consigliere regionale e coordinatore di Forza Italia per la provincia di Como, martedì mattina è tornato a parlare del nuovo regolamento del Sinigaglia, dopo il post pubblicato ieri su Facebook in cui attaccava il presidente della società, Mirwan Suwarso, per il divieto di portare maglie e sciarpe della squadra avversaria in tribuna. Un post che ha suscitato moltissime reazioni, in alcuni casi con insulti e offese al politico.

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«Arroganza anti-sportiva»

«Ci sono atti simbolici che pesano più di mille parole - aveva scritto Gaddi nel primo post - Vietare l’ingresso in tribuna (in tribuna, non in curva del Como) alle sciarpe e alle maglie della squadra avversaria è come dire il pallone è mio, quindi le regole le decido io. Mi sembra un atto di arroganza antisportiva che non può essere mascherato da (presunte) ragioni di sicurezza e di decoro. Insegnare il rispetto dell’avversario e fare di tutto perchè una partita sia uno spettacolo vivo anche per la varietà dei sostenitori è un dovere fondamentale di qualsiasi club. E i primi ad essere contrari dovrebbero essere proprio i tifosi, perché il piacere della vittoria nasce dalla “lotta” dura e divertente, ma sempre civile, in un ambiente competitivo e non in una bolla anestetizzata. Di fronte ai valori dello sport anche la potenza del denaro deve fermarsi a riflettere. Perché se tutto diventa finto e plastificato, ad uso e consumo esclusivo del vip hollywoodiano di turno, si perde il piacere dell’autenticità che il tifo esprime».

E poi aveva aggiunto: «E anche la bellezza degli innumerevoli dialetti che rendono unica, inimitabile e invidiata la nostra meravigliosa Italia, può sfociare in tristezza quando marchia anche la festa della Repubblica, lasciando intravedere un velo di opportunismo commerciale (riferimento al motto “Semm italian” scelto per il 2 Giugno, ndr). Siamo italiani, siamo aperti al mondo e alle sue collaborazioni, ma non siamo in vendita. Per fortuna».

L’estratto del regolamento

Dopo le offese pubblicate sotto questo post, questa mattina Gaddi è tornato a scriver sul proprio profilo rivendicando ogni parola pubblicata il giorno precedente e pubblicando l’estratto del nuovo regolamento del Sinigaglia in cui, effettivamente, si vieta di portare «maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite (da intendersi: maglie, sciarpe, giacche, felpe o altri indumenti e/o oggetti che chiaramente saranno riconducibili ai simboli e colori sociali della squadra ospite)» in tutti i settori dello stadio eccetto la curva ospiti. «Numerosi analfabeti hanno chiesto dove avessi letto il folle divieto di ingresso in tribuna (tribuna, non curva) al Sinigaglia alle sciarpe e maglie dei colori avversari. Pure un portachiavi con lo stemma nemico (ma lo sport non era pieno di civiltà e di valori?) sarà vietato - ha commentato Gaddi - Anche un bambino capisce che il dress code obbligatorio (obbligatorio, non quello del comune buon senso) allo stadio non si è mai visto da nessuna parte ed è il contrario dei più elementari e sbandierati (ma con bandierone rigorosamente made in Indonesia) principi di sportività, rispetto, inclusione, baci & abbracci e via di sostenibilità andante».

E sulle offese ricevute ha aggiunto: «Io spero che aumentino, perchè la raffica di denunce che faccio partire porterà a risarcimenti che saranno il più bel finanziamento della mia prossima campagna elettorale. E vedere la mia faccia stampata sul manifesto pagato dalla faccia rabbiosa del tastieromane di turno non ha prezzo».

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