Sorpresa Cantù: Ventura sì, Acunzo no
La stagione Ribaltato il borsino dei giovani per completare il roster: sul talento classe 2009 non ci sono più dubbi. Più difficile convincere il capitano della Nazionale Under 18, che preferirebbe proseguire nei campionati giovanili
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Acunzo sì, Ventura no. Acunzo sì, Ventura sì. Acunzo no, Ventura sì. Si balla sui due giovani che devono completare il roster di Pallacanestro Cantù. Contratti da professionisti obbligatori, visto che la società deve depositarne in Lega sei per gli stranieri e altrettanti per gli italiani. Ma allora perché questo tentennamento? Situazione non del tutto fluida, e comunque sotto controllo.
La calma dimostrata dal gm Simone Giofrè è olimpica. Idee chiare, scadenze pure e strategia lo stesso. Ormai è deciso, si tira dritto al 17 agosto, giorno del raduno. Con sei/sette Under 19 del Progetto Giovani Cantù (Gualdi, Molteni, Zimonjic, Bagordo e Zotti Pavlovic i più indicati), poi toccherà a Frank Vitucci scegliere. Eppure una domanda sorge spontanea: come mai in pole non ci sono, o non ci sono più, il capitano della Nazionale Under 18 fresca argento agli Europei, ovvero Thomas Acunzo, e il miglior 2009 d’Italia, quel Simone Ventura che tutti volevano, vorrebbero e vogliono (gli ultimi di una lunga fila Tortona, Baskonia e Cividale)?
Il più vicino
L’operazione più complessa pareva quella riferita proprio a lui, mentre su Acunzo mai nessuno aveva avuto dubbi. Nelle ultime ore la situazione sembra pur tuttavia essersi ribaltata. Ventura, scuderia di Matteo Comellini (lo stesso agente di Riccardo Moraschini, non è escluso che Giofré abbia parlato di tutti e due nel momento di rinnovare il capitano), pare avere ottenuto quello che chiedeva, e cioè un contratto corto e con diverse uscire (Eurolega, Nba Europa e Ncaa) e la possibilità di giocarsela in A.
Decisivo, nella trattativa, il ruolo di Antonio Munafò, fondatore del Pgc e una marea di altre cariche tra club, Cantù Next e Cantù Arena. Ben spalleggiato dal gm del vivaio Sergio Borghi, Munafò ha fatto insomma da garante con la famiglia Ventura e Comellini stesso. Alla fine, il ragazzo brianzolo farà sì parte del manipolo dei convocati del vivaio, ma è da ritenersi in una situazione privilegiata. In pratica, già uno del roster.
La frenata
Frenata, difficile da dire se definitiva, invece per Acunzo. Il lungo di padre campano e madre sarda – in pianta stabile nelle varie Nazionali giovanili – pare aver fatto la sua scelta: la scuola prima di tutto e quindi in campo solo nella B (a Saronno) e nell’Under 19 del Pgc. Preferendo continuare nel percorso di crescita e lavorare sui suoi punti deboli (la parte di sotto del suo corpo, ad esempio), rimandando il passaggio tra i grandi.
Pesa e non poco, su tutti i giovani di valore italiani ed europei, il richiamo d’oltre oceano. E, nel particolare, le norme che rischiano di cambiare nel Nil (ovvero le regole su Name, Image e Likeness) dell’Ncaa. Si arrivasse, come è probabile, a vietare questo tipo di accordo a chi è già in possesso di un contratto professionistico, allora è logico anche prevedere una certa diffidenza su giocatori che hanno capito che potrebbero andare a guadagnare 10/20 volte più che nel nostro campionato.
Comunque, al di là di tutti questi discorsi che appaiono come la più cura della convegnistica, toccherà a Vitucci scegliere chi tenersi con sé in pianta stabile, fermo restando che poi saranno in diversi a respirare l’aria della prima squadra, avendo anche la possibilità di viverla in prima persona.
Di certo il nuovo coach è stato chiaro: laddove non ci saranno situazioni a far da freno, tutti gli junior giocheranno regolarmente il lunedì nel campionato di categoria. Un ritorno al passato che conferma l’elasticità del tecnico e darà la possibilità ai più giovani di tenersi vivi e pronti. Giocando. Ah, per chiudere, al momento il borsino del roster della serie A dice: Acunzo no, Ventura sì.
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