Esecuzione al bar

Como

Nell’agosto del 2009, in un bar della provincia di Como, un uomo viene ucciso a colpi di pistola mentre gioca a carte. È il bar Arcobaleno di Bulgorello, una frazione di Cadorago, e la vittima si chiama Franco Mancuso. Da quell’esecuzione pubblica, compiuta in pieno giorno davanti a decine di persone, parte la seconda puntata de La tela del ragno, che racconta come la ‘ndrangheta sia riuscita a infiltrarsi nel tessuto sociale ed economico della Lombardia, soprattutto nei piccoli comuni dove tutti si conoscono e il consenso si costruisce attraverso relazioni personali, paura e familiarità.A guidare il racconto è Rodolfo "Rudi" Locatelli, cresciuto nell’orbita dei clan calabresi radicati al Nord e oggi condannato per un omicidio aggravato dal metodo mafioso. Attraverso la sua voce, le testimonianze dei collaboratori di giustizia e le ricostruzioni investigative, la puntata entra nei meccanismi della criminalità organizzata lontano dalla Calabria: i rituali di affiliazione, il fascino esercitato sui più giovani, il controllo di bar, società sportive e attività economiche. Ma il racconto mostra anche cosa succede quando quella rete si incrina: il bene confiscato al boss Bartolomeo Iaconis, oggi trasformato in uno spazio educativo frequentato da studenti e volontari, diventa il simbolo di una comunità che prova a sottrarsi alla tela della criminalità organizzata.

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