Venerdì 01 Aprile 2011

"Un segno, non un miracolo"
A Maccio continua la processione

VILLA GUARDIA - Non è un miracolo ma un segno. Don Luigi Savoldelli ha appena terminato di affiggere alla bacheca sul muro esterno all'entrata laterale sinistra del santuario due fogli azzurri contenenti un comunicato stampa diocesano. Subito gli si avvicina una signora con un caschetto biondo oro che gli confida: «Ma l'altare è asciutto, io non ho sentito la mano bagnarsi».
Il rettore del santuario diocesano della Santissima Trinità Misericordia spiega a questa pellegrina che «certo, non c'è l'acqua che scorre, non c'è una fonte di acqua miracolosa. Non ho mai parlato di miracolo, ma ho semplicemente comunicato quello che, con molte altre persone, abbiamo visto durante i momenti di preghiera pubblica serale fra ottobre 2009 e giugno 2010».
Sono durati mesi gli episodi in cui l'acqua trasudata dal monolite di marmo dell'altare ha bagnato le mani di alcuni fedeli e ha catturato l'attenzione di don Savoldelli, tanto da provvedere a registrare fotograficamente l'accaduto, giorno dopo giorno, e a informare il vescovo Diego Coletti.
Non un solo episodio, dunque, ma ripetuti. Oggi però il marmo dell'altare è asciutto.
«Sull'altare ora si possono vedere i segni dell'acqua – conclude don Luigi - affidiamoci al Signore che non smette mai di meravigliarci con i segni della sua misericordia».
L'attenzione sull'altare del santuario di Maccio è massima, in chiesa la gente arriva dalle 7,30 alle 23.
E il risultato delle indagini scientifiche richieste dal vescovo Coletti ed eseguite a fine 2009 dai Ris di Parma che certifica la natura del liquido presente sull'altare – semplicemente acqua – incentiva la gente a recarsi in pellegrinaggio a Maccio. Acqua, solo acqua. Un segno. Non mancano le osservazioni di chi si pone dinnanzi a questa vicenda con la ragione e con l'ausilio di un'osservazione di tipo scientifica e tecnica. Adalberto Piazzoli, vicepresidente del Cicap, comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, dopo aver inviato a Maccio un collaboratore ha concluso che: «Non ci sembra il caso di procedere, non è opportuno fare rilievi a mezzo di strumentazione quale termocoppia o igrometro. Se dovesse sgorgare sangue, allora ne riparleremo».

m.schiani

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