Acqua a Como, sempre più salata
In tre anni rincaro del 29%

Il conto per una famiglia tipo (consumo di 370 litri al giorno) è passato da 54 a 70 euro all’anno. Sugli aumenti decide l’Authority ma in bolletta pesano anche i canoni di depurazione e fognatura

Anche a Como l’acqua costa sempre di più. Illuso chi, quattro anni fa, pensava che per evitare i rincari sarebbe bastato un sì al referendum per tenere i privati lontani dalla gestione dell’acqua. Le tariffe sono cresciute, intorno al 30% nell’arco degli ultimi anni in base ai dati di Acsm Agam.

«Si è fatta a suo tempo della gran demagogia - spiega il vicepresidente dell’ex municipalizzata Umberto D’Alessandro - l’acqua è un bene prezioso e come tale deve essere considerato anche dal cittadino utente che deve semmai essere educato a non sprecarlo. Il servizio ha un costo industriale notevole e ignorare la circostanza non si può perché alla fine poi tocca agli enti locali, quindi agli stessi cittadini, ripianare le perdite di gestione».

Facciamo qualche conto. Oggi una famiglia tipo (quattro persone) consuma all’anno circa 140 metri cubi d’acqua, vale a dire qualcosa come 380 litri al giorno. Un conto, all’anno, pari a 70 euro (erano 54 nel 2012). Si tratta del resto di una cifra ben al di sotto del saldo in bolletta su cui ha un peso notevole innanzi tutto il canone di depurazione.

Una quota che Acsm raccoglie ma non trattiene perché finisce nelle casse di Comodepur. Si tratta di una voce molto importante nel determinare il conto finale. Sempre considerato un consumo annuo di circa 140 metri cubi, il canone di depurazione vale intorno ai 40 euro, quello di fognatura altre 12 euro. . 

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