Venerdì 23 Maggio 2014

Mariano, le accuse a Pozzi

«Soldi spesi in pochi giorni»

L’ex assessore Cesare Pozzi ora candidato sindaco della Lega

Poche ore dopo l’accreditamento dei 40mila euro di proprietà della pensionata sottoposta alla sua tutela sul suo conto corrente personale, Cesare Pozzi stava già provvedendo ad autorizzare bonifici per circa 15mila euro.

La guardia di finanza di Erba ha acquisito tutti gli estratti conto legati al rapporto bancario intestato all’ex assessore ai Servizi sociali, nonché attuale candidato sindaco per la Lega, e sul quale sono transitati - per volontà dello stesso Pozzi - i soldi della donna sottoposta alla sua tutela legale.

Siamo al 28 maggio 2012. Il ragioniere incaricato di incassare i canoni di locazione per conto della donna, sottoposta sette anni prima a tutela legale dal Tribunale di Como, trasferisce - su richiesta del curatore Cesare Pozzi - tutti i soldi sul conto del curatore stesso, ovvero 40mila euro.

Lo stesso giorno i finanzieri registrano una serie di uscite consistenti: per l’ex moglie, 13mila euro circa bonificati alla Pc Brianza Net di Pozzi Cesare, ovvero la società di Pozzi. Il giorno successivo, invece, poco meno di 6mila euro vengono utilizzati per il pagamento di un paio di F24 (Irpef, in particolare) e altri 2mila euro vengono bonificati sul conto della società di Pozzi. Nelle settimane successive le fiamme gialle annotano altre uscite tra spese legali, notarili, pagamento dell’Imu, altri assegni all’ex moglie e prelievi in contanti. Risultato: dei 40mila euro, a luglio 2012, non resta praticamente più nulla.

Che fine hanno fatto quei soldi? Secondo la Procura di Como sono stati indebitamente utilizzati dal curatore della legittima proprietaria, da qui l’accusa di peculato per Pozzi.

Pozzi, dal canto suo, insiste nell’affermare di non aver preso per sé quel denaro. Lo scorso febbraio aveva scritto all’erede della signora Clotilde, affermando di aver investito la somma e dicendosi disponibile a provvedere al versamento del corrispettivo entro la fine del mese. Il mancato bonifico e il sospetto che quei soldi potessero essere spariti hanno spinto l’erede a presentare denuncia.

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