Non è più la scuola di una volta
Bocciature ai minimi storici

Diminuisce il numero dei non ammessi sia alle medie sia ai licei. Soltanto il 2% di non ammessi al classico, allo scientifico il 5%. Si calcola che bocciare uno studente costi all’erario 8mila euro

La scuola di Como non boccia più nessuno. Il numero di non ammissioni quest’anno è sceso, anche se non tutti i risultati sono stati ancora pubblicati. Oggi tocca a scuole critiche, come Pessina e Caio Plinio. La città e la provincia di Como però hanno un tasso di bocciature tra i più bassi d’Italia.

Alla Magistri Cumacini, scuola da sempre assai severa, si registra il calo più sensibile.

Le prime passano dal 29% di bocciati del 2013 all’attuale 22%, nelle terze, anno di transizione, dall’11% di non ammissioni al 5%. Numeri che fanno dire al dirigente Enrico Tedoldi: «Spira il vento del buonismo, mai così poche bocciature».

Il Giovio addirittura fa del calo delle non ammissioni un obiettivo dichiarato e strategico. Così solo il 5% dei liceali dovrà ripetere l’anno. Neppure al Volta si è usata la mano pesante, le classi sono brillanti, e le bocciature sono 12 su tutta la scuola, il 2% (la media italiana ai classici è fissa al 6%). Anche il Setificio ha bocciature “fisiologiche”, lo scoglio resta il primo anno, ma si arriva a circa il 12% di bocciati, se si guarda al terzo anno le non ammissioni sono solo il 5%. Peggio è toccata ai liceali della Teresa Ciceri, le bocciature sui primi quattro anni dell’indirizzo socio economico sono il 14%, al linguistico il 10%. Meno però nelle scienze umane, 9%, fino a un misero 3% nell’indirizzo musicale. Forse l’istituto DaVinci-Ripamonti vince la palma della scuola più severa, ma è un dato in linea con il passato: 32% di non ammissioni nelle prime tecniche, 27% in quelle professionali, nelle seconde si scende al 16% tra i tecnici e al 14 tra i professionali, terze e quarte oscillano tra il 12%, tecnici e il 20%, professionali.

Anche nelle scuole secondarie di primo grado, le medie, non sono fioccate le bocciature. Restano sopra ai 10% solo a Rebbio, ma occorre calcolare il tasso di alunni stranieri, spesso più in difficoltà. Alla Virgilio quest’anno tutti promossi, ottimi risultati anche alla Parini. Insomma a Como non si boccia più, l’istituto italiano di valutazione statistica già nel 2013 metteva la nostra provincia sul podio delle città con più promossi.

Sarà perché i nostri studenti sono bravi, sarà perché i professori sono clementi, sarà forse perché, dice l’Ocse, all’anno bocciare un alunno costa 8mila euro.

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