Parolario progetta il 2015
«Ci serve Villa Olmo»

Il presidente del festival Glauco Peverelli tira le somme della manifestazione - «Con 15mila visitatori ci serve una sede più grande e maggiore collaborazione»

Sogni: tornare a Villa Olmo e avere più sostegno dalla città.

Sono due i desideri di Parolario per il 2015 a pochi giorni dalla chiusura. Due speranze, ma sostanziali, soprattutto ricordando le proteste di chi ha dovuto sgomitare per entrare, e magari non ce l’ha fatta, agli incontri più gettonati come quelli con Federico Roncoroni e Mauro Corona.

In termini di presenze il festival ha subito un calo «quest’anno tra i 12 e i 15mila, l’anno scorso tra i 15 e i 20mila - spiega il presidente della manifestazione Glauco Peverelli che ha organizzato il festival con la collaborazione di “Satisfiction”, rivista di critica letteraria, direttore editoriale Gian Paolo Serino - una diminuzione non significativa perché Parolario è durato un giorno in meno e perché Villa Gallia è più piccola di Villa Olmo e più lontana dal Grumello e da Villa Sucota».

Bilancio positivo

Intanto è già tempo di pensare alla prossima edizione e Peverelli incontrerà a breve assessore e sindaco per discutere, ovviamente, della sede.

«Per noi quella più idonea resta Villa Olmo o piazza Cavour che però costa troppo» anche se Peverelli non nega di aver più volte pensato alla prenotazione a pagamento per evitare così la ressa, come fanno al festival di Mantova. «Non escludiamo di introdurre il pagamento della prenotazione, anche se dopo 14 anni di eventi gratis un po’ ci dispiacerebbe. Prima - chiarisce - era la Regione a vincolarci, il loro contributo era subordinato al fatto che gli incontri fossero gratis, ora non c’è più questo vincolo. Che lo faccia Mantova, che ha risorse 20 volte superiori alle nostre mi fa pensare».

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