Mercoledì 05 Marzo 2014

Ricorso contro la Tassa rifiuti

«Ingiusto pagarla per tre case»

Le aliquote della Tares non cambiano per le seconde abitazioni
(Foto by archivio)

Como

Domanda: è giusto pagare la tassa rifiuti, la cosiddetta Tares, in misura sempre identica a prescindere dall’effettivo utilizzo di una abitazione?

È il quesito che motiva un ricorso presentato al giudice di pace di Como dall’avvocato Giuseppe Centola, uno dei (non pochi) comaschi che, in quanto proprietari di più abitazioni di vacanza, si ritrova comunque costretto a versare la tassa per intero, e poco importa se poi l’abitazione sia utilizzata per una quindicina di giorni all’anno producendo tre, costosissimi, sacchetti di immondizia.

Diciamo subito che l’esito dell’istanza è stato negativo: si trattava di un tentativo di “conciliazione in sede non contenziosa”, al quale il giudice di pace ha risposto rinviando alla sede a suo dire più consona, cioè la commissione tributaria provinciale. E però il quesito appare fondato, a maggior ragione in tempi in cui la Tares è diventata una voce di spesa importante, non più le poche decine di euro, o le poche migliaia di lire, che si pagavano nell’era ante crisi. Centola è “vittima” di tre Comuni: il Comune di Como, nel quale risiede stabilmente, e che giustamente pretende la corresponsione dell’intera tassa; il Comune di Lanzo Intelvi, dove è proprietario di una casa che - assicura lui - frequenta per pochissimi giorni all’anno; e un Comune romagnolo, in cui di solito trascorre le sue vacanze estive.

«È evidente - dice l’interessato - che si tratta di imposte illegittime... Pago per un servizio che non viene effettuato per tutto l’anno, e il cui importo andrebbe quindi parametrato se non ai giorni di effettiva presenza, quantomeno a criteri di maggiore equità». Tanto più, aggiunge l’avvocato, che i conti delle utenze - quelli della luce e dell’acqua su tutti - certificano, al di là di ogni ragionevole dubbio, quanto tempo vi trascorrono lui e la sua famiglia.

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