Sabato 11 Gennaio 2014

«Se non fosse stato per i ragazzi
quella donna sarebbe morta»

Como

Una donna salvata dalle gelide acque del lago grazie a sei giovani atleti e a un dipendente della Canottieri Lario. È accaduto ieri verso le 18 a pochi metri dalla diga foranea, quando Andrea Tenca, 41 anni, comasco, senza esitazione si è gettato nel primo bacino riportandola a riva.

«Ero nella sede della Canottieri – racconta Tenca – quando tre ragazzini dell’agonistica che erano fuori per allenarsi con altri compagni sono rientrati dicendo che avevano visto un corpo galleggiare in acqua». Vicino al corpo i ragazzi hanno raccontato di aver visto anche uno zaino galleggiare.

«Sono bastate queste parole - aggiunge Tenca – per farmi correre con il loro allenatore e i miei dirigenti a verificare quanto avevano detto i ragazzi. In effetti arrivati dove c’è il tondo della diga quello che si vedeva in lontananza sembrava a tutti gli effetti un corpo che galleggiava». Con il buio non si riusciva a capire bene se si trattasse veramente di una persona. Proprio mentre lo staff della Canottieri stava chiamando il 112 si è sentito un grido di aiuto provenire dall’acqua e la conferma che la persona nel lago era ancora viva.

. «Sono arrivati i soccorsi – continua il 41enne - e mentre cercavano di capire che cosa fare, mi sono offerto di buttarmi e recuperarla, visto che ho il brevetto di assistente bagnante. Così quando mi hanno dato il via libera mi sono buttato senza pensarci. Passava anche l’aliscafo che ha lanciato una ciambella con la cima, l’ho raggiunta e le ho messo il salvagente attorno al corpo».

Se non fosse stato per i giovani atleti che si stavano allenando proprio a pochi metri dal corpo della donna, che è rimasta a galla grazie al piumino che indossava e che le ha permesso di non annegare, probabilmente l’esito di questa storia avrebbe avuto un risvolto drammatico.

Ma cosa ha provato il Tenca, padre di due figlie e da dieci anni dipendente della Canottieri Lario, prima di buttarsi in acqua? «La mia unica preoccupazione era di aiutare quella donna – aggiunge – l’acqua era abbastanza gelida ma in quel momento, se devo essere sincero, non la senti nemmeno».

Un gesto da eroe? «Eroe forse è una parola grossa – conclude Tenca – l’ho fatto perché mi sentivo di doverlo fare. E’ andata bene l’importante è che la signora sia salva».

La donna è stata trasportata all’ospedale Sant’Anna e per lei, fortunatamente, non c’è stata nessuna conseguenza grave. Probabile il gesto disperato della signora, una 47enne di Milano. I carabinieri del capoluogo, infatti, alle 13 di ieri avevano lanciato l’allarme dopo il ritrovamento di una lettera nella quale aveva fatto intendere di volersi gettare in un lago. I militari hanno cercato di contattarla sul cellulare fino a quando hanno agganciato la cellula telefonica nella zona del lungolago di Como. Alle 14 i carabinieri hanno iniziato le ricerche, chiedendo anche la collaborazione della Navigazione Lago di Como, fino all’avvistamento in serata. E il lieto fine.

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