Stazione, una figuraccia mondiale
Operai e segnaletica improvvisata su pezzi di cartone è pronto

Stazione, una figuraccia mondiale

Como San Giovanni, Rfi aveva promesso: tutto pronto per Expo. Invece lo scalo di San Giovanni è ancora un cantiere

Benvenuti a Como, siete pregati di trascinare le vostre valigie giù e su per due rampe di scale. Alternative? Non ce ne sono.

Tutti a parlare di città turistica, poi arrivano i turisti di Expo e trovano una stazione ferroviaria, San Giovanni, che è ancora un cantiere. La lacuna più grave è l’assenza di un ascensore che consenta ai viaggiatori in arrivo o in partenza dai binari 2 e 3 di spostarsi con i bagagli senza dover sudare le proverbiali sette camicie. In tutte le riunioni, da un anno a questa parte, i responsabili della società Centostazioni - che effettua i lavori a San Giovanni per conto di Rfi, gruppo Ferrovie dello Stato - avevano garantito l’installazione dell’impianto entro il giorno dell’inaugurazione di Expo, quindi venerdì scorso. Ma le cose sono andate diversamente, l’opera è in ritardo, il vano che occuperà l’ascensore è ancora “impacchettato” e inutilizzabile. Servirà qualche settimana, intanto collezioniamo figuracce tutti i giorni. Anche ieri mattina, durante il nostro tour in stazione, abbiamo avvistato molti visitatori stranieri - con trolley e pesanti borse - alle prese con la scomodità del sottopassaggio e delle scale. Non è proprio il modo migliore di accogliere i turisti.

Situazione problematica anche nel sottopassaggio che collega la prima banchina ai binari 2 e 3: era previsto un restyling generale, ma anche in questo caso i lavori sono in ritardo e si cammina tra pareti lasciate a metà, cavi e cartelli improvvisati con la scritta “Exit” tracciata a mano su pezzi di cartone. Infine, qualcuno ha fatto notare la stranezza di un atrio che funge da sala d’attesa ma - in sostanza - non consente ai viaggiatori di sedersi.


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