Martedì 03 Dicembre 2013

Verso modifiche sulla mini-Imu

Tra i Comuni regna la confusione

Il ministro dell’Economia, Saccomanni

La mini-rata Imu scalda il dibattito politico, e rischia di creare anche dissapori tra i Comuni, mentre il Governo sta censendo tutte le città che hanno elevato l’aliquota, così da calcolare le eventuali risorse necessarie per abolire anche questa rata. Per ora l’unica cosa certa è lo strumento legislativo con cui eventualmente si interverrà sulla mini-rata: non il decreto che abroga la seconda rata 2013 (che sarà esaminato prima dal Senato) bensì la legge di Stabilità, che riguarda il 2014 e che inizia oggi il suo iter a Montecitorio in commissione Bilancio. Cresce intanto il malumore di quei sindaci «virtuosi» che non hanno alzato le aliquote perché hanno saputo nel gestire i bilanci, e ora vedrebbero premiati i loro colleghi che invece hanno aumentato l’Imu per far quadrare i conti.

In provincia di Como sono 52 i Comuni che hanno alzato l’aliquota sulla prima casa e la confusione è ancora tanta. Non è chiaro ad esempio se gli enti locali siano ancora in tempo per fare un passo indietro, riportando l’Imu al quattro per mille, o se i giochi siano definitivamente chiusi. Se il governo non troverà le coperture necessarie, i cittadini comaschi interessati dovranno pagare il dovuto entro il 16 gennaio 2014. A differenza di città come Milano, dove l’Imu è stata portata alla soglia massima dello 0,6 , in provincia di Como nessun Comune si è spinto così avanti. Ma proprio per questo la situazione sarà ancora più paradossale. A gennaio infatti, in molti si ritroveranno a pagare non più di 10 euro di Imu. Per farlo però dovranno versare somme ben maggiori ai Caf o ai commercialisti per preparare la documentazione.

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