Villa Olmo, lavori in ritardo.   Ed è tutto fermo
La zona delle serre come sarà una volta completati i lavori

Villa Olmo, lavori in ritardo.

Ed è tutto fermo

Nel 2014 i 5 milioni da Fondazione Cariplo, ma non tutti cantieri sono partiti

Ripercussioni dopo gli arresti nell’inchiesta paratie

La buona notizia per Villa Olmo era arrivata in Comune il primo aprile del 2014. Più di due anni fa. E, a dispetto della data, i 5 milioni di Fondazione Cariplo per il recupero della villa neoclassica e del suo parco, non erano uno scherzo. Più di due anni dopo, però, è tutto fermo e il ritardo, rispetto alla tempistica prevista inizialmente, è già di un anno.

Con il ricevimento dei fondi Cariplo l’amministrazione comunale aveva ipotizzato la conclusione dei cantieri tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Tempi impossibili da rispettare visto che il cantiere più importante, quello che comprende il parco e l’orto botanico e quello della sistemazione delle facciate, non sono ancora stati avviati. L’inchiesta sulle paratie, che ha portato agli arresti domiciliari il dirigente del settore Edilizia pubblica Antonio Ferro ha, di fatto, paralizzato i lavori.

Per la partenza del cantiere che interessa parco e orto botanico (da 2 milioni e mezzo di euro) mancano ancora la firma del contratto con l’impresa vincitrice (il gruppo di imprese Tecnica Verde di Peschiera del Garda, Cartocci Strade e Larioelettra) oltre alla nomina di una serie di figure tecniche: dal direttore lavori al responsabile del procedimento. Il dirigente che sostituisce Ferro, Luca Baccaro, è stato nominato appena una decina di giorni fa e prima di dare il via libera analizzerà i documenti nel dettaglio. Uno scrupolo obbligato, il suo, visto che la responsabilità (anche penale) è in capo ai dirigenti e visto che lui della partita Villa Olmo non si è mai occupato in precedenza. A questo si aggiunge la situazione di grande difficoltà in cui si trova il settore opere pubbliche, sconvolto dagli arresti e dagli indagati. A parte la vicenda delle ultime settimane, i tempi si erano già allungati. Prima per i bandi di gara e, successivamente, per un ricorso al Tar del gruppo di imprese arrivato secondo. Anche i lavori sulle facciate, che avrebbero dovuto iniziare a giugno, viaggiano a rilento. Impossibile, quindi, la conclusione prima delle prossime elezioni tenuto conto che, solo per il parco, si ipotizzava un anno di cantiere senza imprevisti.

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