Coronavirus, il Ticino corre

Gran lavoro

per i saloni di bellezza

Coronavirus, il Ticino corre  Gran lavoro   per i saloni di bellezza

Confermata per l’11 maggio la possibile riapertura di bar, ristoranti e degli altri negozi

Con due metri di distanza “sociale”, mascherine protettive, guanti e teli monouso, i parrucchieri hanno riaperto ieri i battenti in Canton Ticino come nel resto della Svizzera, in buona sostanza con 35 giorni d’anticipo rispetto alla Lombardia e all’Italia. Una ripresa in grande stile, considerato che i saloni ed i negozi sparsi per il Cantone hanno lavorato a pieno regime per tutta la giornata. «C’è molta attenzione alle norme igieniche e sin qui riusciamo ad accogliere 3 clienti l’ora», ha spiegato la titolare di un salone al Corriere del Ticino. Si parla di agende già piene per le prossime due settimane Anche i negozi di giardinaggio e fai da te hanno ripreso in grande stile. E così i dentisti, all’insegna della massima attenzione alle norme igieniche. Ora con l’allentamento delle restrizioni sui cantieri edili (da 10 a 15 addetti contemporaneamente), l’attenzione è tutta rivolta - anche per i frontalieri - a bar e ristoranti. Sulla vicenda, domenica sera, è intervenuta direttamente la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, che alla Rsi ha fatto notare come le riaperture potrebbero avvenire già a partire dall’11 maggio, «a partire dalla Svizzera tedesca, dove contagi e decessi sono stati molti meno del Canton Ticino». La presidente svizzera ha incontrato a Berna i responsabili del settore, aprendo - come detto - all’ipotesi di un’apertura anticipata. Questo anche alla luce del fatto la Segreteria di Stato dell’Economia ha fatto sapere che il calo di fatturato oscillerà - in media - tra il 25 ed il 35%. Berna ha parlato anche di un altro argomento di estrema attualità nell’ambito delle misure incluse nella “fase due” ovvero la possibilità per i nonni di incontrare (e abbracciare) i nipoti. «Sino a 10 anni nessun problema, fermo restando che la presenza dei genitori espone a rischi di contagio - ha sintetizzato Daniel Cock, delegato del ministero federale della Sanità -. Dai 10 anni in poi - cioè dagli adolescenti - diventa rischioso. Massima attenzione comunque».

In Canton Ticino i contagi hanno raggiunto quota 3169 con 311 decessi e 709 pazienti guariti. A livello federale, invece, i contagi si sono attestati a quota 28728 con 1616 decessi. Da lunedì prossimo il Canton Ticino dovrà allinearsi alle decisioni assunte in ambito federale. Un tema “caldo” resta quello delle scuole, che Berna vorrebbe riaprire l’11 maggio, decisione questa che Bellinzona non vede di buon grado. Sulle barricate, anche il sindaco di Lugano, Marco Borradori. Di certo, la situazione anche in Ticino resta di massima allerta sia sul piano sanitario che su quello economico. Bar e ristoranti rappresentano un segmento importante per quanto concerne i nostri lavoratori. Dando per scontato che il 2020 sarà all’insegna di un segno “meno” marcato, l’attenzione si sposta inevitabilmente al 2021. Bisognerà capire però con quali ripercussioni.


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