Coronavirus in Ticino  Aprono bar e ristoranti,  registrazione dei clienti
Il valico di Ponte Chiasso

Coronavirus in Ticino

Aprono bar e ristoranti,

registrazione dei clienti

Da lunedì 11 maggio il via libera ai pubblici esercizi con i clienti invitati a fornire le proprie generalità

Nel giorno in cui dal Ticino è rimbalzata la notizia di un bimbo di 10 anni che ha contratto il Coronavirus ed è ricoverato in Terapia Intensiva (per lui si è deciso il trasferimento a Losanna), il Consiglio federale prima e il Governo di Bellinzona hanno chiarito alcuni concetti legati alla “fase tre” dell’emergenza coronavirus.

Da lunedì in Ticino e in Svizzera riapre la stragrande maggioranza delle attività. Aperto da lunedì anche il valico di Maslianico-Pizzamiglio (resta chiuso quello della Valmara). Inoltre da lunedì sarà permesso l’ingresso agli stagionali che da anni sono impiegati presso lo stesso datore di lavoro con un contratto a tempo determinato. Notizia questa che riguarda da vicino tanti frontalieri. Saranno prese nuovamente in esame anche le domande di lavoro presentate prima dell’emergenza coronavirus. E così via libera agli ingressi per «attività lucrative di breve durata improrogabili». Da lunedì anche in Canton Ticino riapriranno bar e ristoranti. Su questo importante segmento economico, che dà lavoro anche a tantissimi frontalieri, si è incentrato il quotidiano punto operativo della situazione da parte del Governo di Berna.

Da “obbligatorio”, il fatto di lasciare le proprie generalità al ristoratore di turno è diventato “facoltativo”. «L’idea non è sapere chi è seduto al tavolo accanto, ma qualora il personale dovesse ammalarsi, il principio base è che si possa risalire a chi ha servito al tavolo. Questo perché il personale non sempre può mantenere la distanza di due metri», le parole del ministro della Sanità, Alain Berset. Certo è che quello di lunedì è un banco di prova importante per il Ticino e per la Svizzera, tenendo anche conto di un fatto e cioè che - come evidenziato ieri dal direttore sanitario della clinica luganese “Moncucco” Christian Garzoni - «nelle prossime settimane ci dovremo confrontare con un aumento dei casi e sarà importante monitorare la situazione». «Entriamo in una nuova fase, durante la quale dovremo convivere con il Coronavirus - ha aggiunto, dal canto suo, da Berna, il ministro della Sanità, Alain Berset -. L’ondata tende a diminuire e questo ci fa ben sperare».

Sul fronte ticinese, solo una scuola primaria non riaprirà lunedì. Alla fine il Governo di Bellinzona è riuscito a ricucire lo strappo istituzionale con due Comuni “simbolo” del Cantone, come Lugano e Locarno. «Il Ticino è l’unico Cantone che ha voluto da subito norme di protezione per gli studenti ai massimi livelli», le parole del Governo di Bellinzona. Intanto, nel Cantone di confine c’è preoccupazione per i dati relativi alla disoccupazione, che è salita al 4% e che in proiezione potrebbe davvero raggiungere picchi mai toccati in Ticino.


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