Coronavirus in Ticino  «Frontiera aperta  da metà giugno»
I controlli al valico di Ponte Chiasso

Coronavirus in Ticino

«Frontiera aperta

da metà giugno»

L’impegno del parlamentare del Pd Alessandro Alfieri, membro della Commissione Esteri: «L’obiettivo è allinearci agli altri Paesi che confinano con la Svizzera»

«Abbiamo bisogno di una tappa intermedia prima di arrivare ad allentare le misure ai confini con la Svizzera. Sto parlando del via libera alla mobilità interregionale. Credo che alla fine potremo allinearci a Francia, Germania e Austria che dal 15 giugno vedranno le frontiere con la Svizzera riaperte». Lo conferma a “La Provincia” il senatore del Partito democratico - e membro della Commissione esteri - Alessandro Alfieri. «Noi abbiamo deciso di adottare un atteggiamento più prudente, vista anche la situazione relativa all’emergenza coronavirus in Lombardia. La Svizzera ha optato per un approccio più diretto. Abbiamo due settimane per definire la riapertura delle frontiere. Dobbiamo lavorare affinché ciò avvenga in assoluta sicurezza», aggiunge Alfieri.

Di certo le partite aperte sono molte: dal turismo, alla spesa (dei ticinesi in Italia, ad esempio), al pieno di carburante (dei comaschi in Ticino) nonché ai ricongiungimenti familiari. Il canale di dialogo con la Svizzera resta aperto, con il sottosegretario Ivan Scalfarotto (Italia Viva) al lavoro anche per la riapertura di altri valichi, a cominciare dalla Valmara, diventato ormai un “caso internazionale”. Era stato il ministro federale della Giustizia, Karin Keller Sutter, ad annunciare martedì da Berna il via libera ai collegamenti con Austria, Germania e Francia, ma non con l’Italia. Immediate le reazioni al di qual del confine, con richiesta di delucidazioni istituzionali al Governo. Ad oggi l’unica certezza è che i frontalieri con permesso “G” possono continuare a recarsi in Ticino sembra alcune problema. Ed ai frontalieri, la Camera ieri ha dedicato due ore di dibattito alla fine delle quali è stato approvato un ordine del giorno della Lega che impegna il Governo ad attivarsi «il prima possibile per superare le criticità dei lavoratori frontalieri». «Bene l’approvazione dell’ordine del giorno. Ora il Governo passi dalle parole ai fatti e si attivi con la Confederazione per l’apertura del valico della Valmara, ancora chiuso», la dichiarazione dei deputati lombardi della Lega.

«Il Governo tratta i frontalieri come lavoratori di serie B! Non è tollerabile», le parole di Nicola Molteni. Già mercoledì sull’argomento era intervenuto il deputato lariano di Fratelli d’Italia, Alessio Butti (“La pazienza è finita. Rispetto per i frontalieri”). “Se non ci fosse stato l’intervento del Governo, i frontalieri non sarebbero nemmeno potuti andare in Svizzera - la replica del deputato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Currò - l’opposizione cavalca questi argomenti solo per fini elettorali». «Massima attenzione ai lavoratori frontalieri - la chiosa della deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga -. Difendere i diritti e assicurare la massima sicurezza ai frontalieri è una nostra priorità».


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