Crollo turisti a Como:-50%  «Superbonus 110%  anche agli alberghi»
In grave difficoltà le strutture alberghiere comasche

Crollo turisti a Como:-50%

«Superbonus 110%

anche agli alberghi»

I dati territoriali e un pacchetto di richieste presentati a margine dell’assemblea di Federalberghi. Cassani: «E con gli incentivi, più controlli sugli abusivi»

Nelle strutture ricettive della provincia di Como, l’estate ormai alle spalle è stata caratterizzata da un lieve incremento delle presenze di turisti italiani (+4,2% in luglio e +7,8% in agosto) ma da un tracollo di soggiorni degli stranieri (-58,7% in luglio e -42,11% in agosto).

L’assemblea nazionale

I dati sono stati diffusi dall’Associazione Albergatori di Confcommercio Como, presieduta da Roberto Cassani, in occasione della settantesima assemblea nazionale di Federalberghi che si è svolta a Rimini.

A livello nazionale, da gennaio a settembre il settore ha rilevato un calo delle presenze totali (sia italiane che estere) di circa il 60%. Solo nel 2020 verranno perse 245 milioni di presenze con un conseguente crollo del fatturato considerando che il turismo straniero, a causa della pandemia, si è quasi azzerato e che sono venuti a mancare sul nostro territorio proprio quei visitatori dall’estero definiti “big spender”.

E proprio i dati relativi ai due mesi centrali dell’estate evidenziano come siano stati i turisti italiani che hanno scelto per le loro vacanze le località turistiche lombarde a compensare, anche se non completamente, la caduta del turismo internazionale: la contrazione degli arrivi in Lombardia risulta pari al 38% per gli italiani e al 78% circa per gli stranieri nel mese di luglio mentre ad agosto la situazione migliora per gli italiani risultando allineata al dato dello scorso anno, mentre gli stranieri sono risultati ancora in forte diminuzione (-59%).

«Durante l’assemblea – sottolinea Cassani – è stato ribadito con forza che un altro lockdown ci farebbe passare da pandemia sanitaria a pandemia economica e sociale. Ma non possiamo fare tutto da soli – continua -: riconosciamo che alcuni passi sono stati fatti a seguito delle nostre continue richieste come per esempio l’esenzione dall’Imu per l’anno 2020 o ancora, è stato rifinanziato il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico alberghiere. Chiediamo però un ulteriore sforzo – dice ancora il presidente degli albergatori comaschi -: in primo luogo di estendere alle imprese alberghiere l’applicazione dell’ecobonus e del sistema bonus al 110%; inoltre, chiediamo con forza maggiori controlli per tutelare il mercato e la concorrenza per evitare il proliferare continuo di abusivi».

Rivoluzione silenziosa

Nel corso dei lavori, è emerso come il Covid abbia generato una “rivoluzione silenziosa”, dando impulso alla creatività e dettando nuovi canoni nel mondo della ricettività. «La nostra Associazione Albergatori – afferma il direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti – sta lavorando molto per le imprese associate; abbiamo chiesto a tutti i sindaci dei comuni della provincia di prevedere una riduzione delle tariffe Tari che incidono in modo significativo nel bilancio delle attività; stiamo inoltre supportando le imprese con numerosi servizi e consulenze legate alla difficile gestione della struttura ai tempi del Covid 19. Come ultima iniziativa in ordine di tempo – conclude il direttore –, abbiamo predisposto un vademecum preciso e puntuale con le risposte alle domande più frequenti concernenti i provvedimenti che si stanno susseguendo in materia di Coronavirus per le attività turistico-ricettive».


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