Il commercio e la carenza di personale: «Ai giovani propongono finti tirocini...»

La denuncia del sindacato Il 19% dei contratti nel commercio sono di apprendistato, proposti soprattutto a ragazzi

Il 19% dei contratti in ambito commercio sono di apprendistato, secondo una stima relativa a Como e provincia, in ottobre, dell’indagine Excelsior. Sono formule proposte ai giovani ed è proprio in questa fascia di età, di introduzione al lavoro, dove si concentrano tipologie di contratto diverse e, a volte, ambigue.

«Spesso le offerte lavorative nei confronti dei giovani sono tirocini formativi extra curriculari - spiega Salvatore Monteduro, segretario confederale Uil Lombardia, nel descrivere quelle forme di ingaggio al lavoro che sono più dei rimborsi spese - Prevedono una indennità minima di 400 euro e più che qualificarsi come rapporto di lavoro sono un’escamotage per aggirare la norma contrattuale e garantirsi, da punto di vista delle aziende, un costo del lavoro molto più basso».

Ai ragazzi al loro primo lavoro o comunque agli inizi dell’attività andrebbe aperto un contratto di apprendistato, come prevede la norma, che ha un duplice ruolo: si formalizza un vero rapporto di lavoro e si implementano le competenze. «Inoltre non è vero che le imprese non trovano candidati – continua Salvatore Monteduro – è vero che i candidati non sono idonei, non hanno le competenze richieste».

Emerge dalla ricerca Excelsior di Anpal Servizi e Unioncamere, per Como ma il dato è nazionale. In ottobre, su 4.370 entrate nel lavoro previste a Como, il 46,8% è risultato di difficile reperibilità, di questi il 31,4% per mancanza di candidati e l’11% per la preparazione inadeguata: nella professione per il 21,3% dei casi e nel settore per il 38,6%.

Il picco della mancata competenza nella professione è per dirigenti e tecnici con il 51%, mentre è nei servizi e nelle professioni commerciali che manca per il 35% la giusta competenza nel settore. «Per questo motivo il problema centrale è la formazione che deve essere qualificata e orientata al mercato del lavoro – continua il segretario confederale Uil Lombardia – di questo si occupa il processo in corso con Regione che ha attivato alcuni strumenti facendo ricorso alle risorse del Pnrr». Tra questi c’è il programma Gol, significa Garanzia di occupabilità dei lavoratori, ed è un’azione di riforma prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia. Intercetta e accompagna alla formazione tutte le persone che potrebbero lavorare e non lo fanno per ragioni anche di mancanza di competenze. Sono i beneficiari di ammortizzatori sociali, i percettori del reddito di cittadinanza e i lavoratori fragili. L’obiettivo del territorio di Como è di incontrare e formare oltre 4mila persone e al momento questo target è raggiunto quasi al 60%. Obiettivo per la Lombardia è di raggiungere quasi 70 mila persone entro la fine dell’anno.

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