Martedì 08 Luglio 2014

Irpef e Tasi al massimo

Lucini alla maggioranza

«Critiche spiacevoli»

Como

La bufera politica che si è scatenata sul sindaco Mario Lucini e sulla sua decisione, condivisa con la giunta, di portare al massimo l’aliquota dell’addizionale Irpef (0.8% per tutti, con esenzione per redditi inferiori ai 10mila euro annui) e di alzare la Tasi fino al 3.3 per mille ha coinvolto anche i sindacati, le Acli e una fetta della maggioranza. Scontata la contestazione di tutta la minoranza.

Proposte e correttivi

Adesso il primo cittadino apre a proposte e correttivi «ma il totale deve rimanere uguale e le entrate devono essere le stesse». E aggiunge: «Se ci sono idee sono pronto a discuterne e lo si farà anche in aula, ma il totale delle entrate non deve cambiare. Noi abbiamo cercato quella che, a nostro avviso è la soluzione migliore tenendo conto dei paletti e dei numeri. Se non cambiano le cose con lo Stato e con il fondo di solidarietà (oltre 11 milioni di euro l’anno, ndr) non ci sono grandi margini».

Lucini è perplesso sulle reazioni esplose all’interno della maggioranza che lo sostiene, da Paco-Sel (i due esponenti hanno già annunciato che non voteranno il provvedimento senza modifiche) e del Pd come Gioacchino Favara, Raffaele Grieco e Guido Rovi, ma anche esponenti della segreteria cittadina come Diego Butti e di quella provinciale come Fausto Tagliabue (ex segretario generale della Cisl).

«Questa scelta - ribatte Lucini - è stata fatta dopo un mese di incontri settimanali con i consiglieri di maggioranza e cercando di arrivare alla proposta che sembrava la più sensata. Adesso vedere che qualcuno si smarca è spiacevole. Parliamo di un mese di incontri, lasciando il tempo di riflettere e vagliare tutte le ipotesi prese in considerazione».

Sull’intenzione di Paco-Sel di chiedere il pagamento della Tasi agli appartamenti nuovi e invenduti Lucini si limita a dire: «Valuteremo certamente per capire quali siano i pro e i contro, visto anche che l’edilizia è già in difficoltà. Non è a costo zero poiché va a toccare un settore in crisi. L’Imu per legge è vietata, vediamo la Tasi». In aula ci sarà chi chiederà di far pagare la Tasi anche agli inquilini, che sono i veri beneficiari dei servizi comunali come illuminazione, strade, sicurezza. «Era stata presa in considerazione - chiarisce ancora il sindaco - ma alla fine ha prevalso la valutazione che sarebbe stato molto macchinoso sia all’interno sia all’esterno per ottenere versamenti di entità ridotta».

Ma quello che a Lucini non è proprio piaciuto è stata la citazione, da parte della presidente delle Acli Luisa Seveso e del segretario generale dell Cgil Alessandro Tarpini di una frase di don Milani che dice: «Non si possono fare parti uguali tra disuguali».

A riguardo Lucini parla di «amarezza» perché, dice «mi spiace dicano così perché un richiamo improprio e ingeneroso». E aggiunge: «Nell’Irpef il contributo si paga proporzionalmente al reddito e questo indica che non è uguale per tutti».

Il caso sui social network

Nel frattempo il consigliere del gruppo misto Marco Butti ha lanciato sul gruppo Facebook Como non cambia passo un sondaggio per scegliere l’hastag che contraddistinguerà la battaglia in aula: le opzioni sono ‪#‎comoalzaletasse, #‎unlagoditasse, ‪#‎mariocambiatasse,‪#‎lucinicitartassa, #‎comaschitartassati.

Ha scelto Facebook anche la Cisl con la campagna #luciniripensaci.

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