La scuola inizia in azienda  Già 7mila studenti al lavoro

La scuola inizia in azienda

Già 7mila studenti al lavoro

Più di sette assunzioni su dieci firmate quest’anno sono state vincolate a un’esperienza lavorativa. Questo dato è il risultato del progetto Excelsior, il sistema informativo per l’occupazione, ai giovani quindi serve farsi conoscere dalle aziende.

Ieri mattina alla Camera di Commercio di Como, alla presenza del prefetto Bruno Corda, è stato presentato il registro dell’alternanza scuola lavoro (www.scuolalavoro.registroimprese.it) un portale online grazie al quale le imprese, ma anche associazioni, enti pubblici e privati possono rendersi disponibili ad ospitare studenti delle scuole superiori.

«Conoscere i professionisti del domani è utile – spiega Ambrogio Taborelli, il numero uno della Camera di Commercio – dobbiamo formare giovani già capaci e preparati per garantire a loro un futuro e alle imprese ottimi professionisti. Questo non significa che mettere in pratica l’alternanza scuola lavoro sarà facile, le aziende devono far fronte ai problemi legati alla sicurezza, alle assicurazioni, al tempo da dedicare a questi studenti in maniera proficua». La sfida non è di poco conto, al primo anno di alternanza gli studenti coinvolti nel comasco erano 3500 circa, quest’anno con le quarte siamo saliti a 7mila, nel 2017-2018 saliremo a quasi 10mila. Le aziende comasche associate a Unindustria sono 900, alle quali occorre sommare enti pubblici e associazioni, oppure Confcommercio, le scuole mandano gli alunni anche all’ospedale Sant’Anna o all’università dell’Insubria, il bacino comunque è molto corposo. «Il registro è lo strumento che mancava per collegare imprese e scuole – dice Antonio Pozzi, l’imprenditore che per Unindustria segue il tema della formazione – vale per l’alternanza e per il diploma in apprendistato. L’orientamento scolastico è una chiave per lo sviluppo, la domanda e l’offerta nel mondo del lavoro devono coincidere. Certo 10mila studenti sono tanti, spero che tante aziende aprano le porte. È una sfida perché il tessuto comasco è composto in gran parte da imprese piccole o medio piccole, a gestione familiare, per queste realtà ospitare alunni non è semplice».

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