La Svizzera ha deciso  Frontiere riaperte  soltanto dal 15 giugno
Code dei frontalieri diretti in Ticino a Ponte Chiasso

La Svizzera ha deciso

Frontiere riaperte

soltanto dal 15 giugno

Da quella data tutti i valichi sono percorribili. No di Berna ad allinearsi alla data italiana del 3 giugno. I ticinesi invitati a fare shopping e turismo nel Cantone

Questa mattina il Governo di Berna darà il via libera alla riapertura delle frontiere con Germania, Francia e Austria a partire dal 15 giugno. Inevitabilmente Berna guarderà anche ai confini a sud e, in questa direzione, il quotidiano zurighese Blick ha anticipato che «difficilmente la Svizzera si allineerà alla scelta italiana di aprire il 3 giugno». Blick ha fornito anche altri due dettagli di rilievo e cioè che «anche i confini con l’Italia riapriranno il 15 giugno», data in cui anche tutti i valichi «torneranno ad essere percorribili». Notizia questa destinata a segnare una svolta soprattutto per la querelle legata alla chiusura prolungata del valico di Arogno-Valmara, in Val d’Intelvi. Dunque per il turismo, ma anche per la spesa oltreconfine bisognerà ricalibrare il calendario e questo anche in virtù del fatto che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ai microfoni di Rai1, ieri ha affermato: «Lavoriamo affinché il 15 giugno si possa ripartire tutti insieme in Europa: il 15 giugno per il turismo è un po’ il D-Day europeo».

«Per il momento - ha aggiunto Di Maio - siamo riusciti a far dire all’Europa che non possono esistere corridoi turistici per escludere l’Italia”. Difficilmente a questo punto l’Italia proseguirà nella sua strategia di apertura in beata solitudine delle frontiere con la Svizzera. Un altro tassello importante in questa vicenda è rappresentato dalle dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sempre ieri ha dichiarato: «Se la Lombardia riaprirà il 3 giugno? É una data ancora abbastanza distante. Il Paese ha retto bene dopo le aperture del 4 maggio. Ne sono state fatte altre il 18 maggio e i dati li vedremo solamente a fine mese». La riapertura delle frontiere con l’Italia ha tenuto banco a Lugano, dove in via straordinaria si è riunito il Gran Consiglio, il Parlamento cantonale. Dopo aver assunto la presidenza del Gran Consiglio per il prossimo anno, Daniele Caverzasio ha invitato i ticinesi a guardare in primis al Canton e non ai territori di confine. «Non dobbiamo per forza varcare i confini per la spesa - le sue parole -. Spero che chi se lo può permettere, decida di fare acquisti sul territorio per sostenere il commercio locale». La strategia di Bellinzona e più ancora di Berna è chiara: fronteggiare la crisi garantendo un canale prioritario al turismo ed al commercio (in primis quello al dettaglio) dei vari Cantoni, a cominciare da quelli di confine. Oggi, dunque, conosceremo le decisioni di Berna, che per il Ticino vedranno anche il Consiglio di Stato come spettatore interessato, tanto che il ministro ticinese Norman Gobbi ha già fatto sapere che «le frontiere con l’Italia non riapriranno il 3 giugno». Il tema resta di stretta attualità. Turismo e spesa (al di qua del confine) sono argomenti prioritari su cui urge una risposta concreta in tempi celeri.

La Svizzera conferma così il suo ruolo baricentrico nelle dinamiche europee e questo Berna - con il ministro degli Esteri, il ticinese Ignazio Cassis - lo sa perfettamente.


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