Rilancio cinese, chance  per legno e tessile
Il Salone del Mobile a Shangai (Foto by archivio)

Rilancio cinese, chance

per legno e tessile

Torna a volare l’economia di Pechino

Raddoppiate le importazioni dal Lario negli ultimi 8 anni

La Cina ha ripreso a viaggiare veloce: le analisi degli economisti possono far sorridere, visto che il “ritmo rallentato” degli ultimi due anni era comunque invidiabile per il nostro Paese. Ma intanto offre – ulteriori – speranze a Como che lo scorso anno ha portato avanti buoni segnali dall’Oriente e quindi ha ottimi margini di crescita.

Il mercato cinese, infatti, ha raddoppiato le importazioni dal Lario nel giro di otto anni: un’accelerazione degli investimenti che non può che indurre a sperare in altri effetti positivi per i distretti del tessile e del mobile.

C’è un altro elemento recente più forte di ogni considerazione globale – che dà speranza e viene proprio dal secondo comparto analizzato: l’ultimo Salone del Mobile di Milano.

In quell’occasione su 343.602 visitatori, il primato netto apparteneva proprio alla Cina, con il 14%.

Niente male, tanto più che gli Usa restano un riferimento importante, ma hanno anche deluso qualche aspettativa. E soprattutto i rapporti commerciali con l’America hanno qualche incertezza in più per la politica protezionistica annunciata da Trump.

Nel primo trimestre del 2017 il Pil della Cina è aumentato del 6,9%, meglio di quanto previsto e comunque il dato più significativo dal terzo trimestre 2015. Gli investimenti – a parte quelli delle aree rurali – sono cresciuti del 9,2% e le vendite al dettaglio del 10,9%. Si pensava a un incremento della produzione industriale sul 6,3%, invece è stato del 7,6%. Questi i dati da Pechino, smentite delle previsioni iniziali che fanno brillare gli occhi. Ma non parlano meno chiaro quelli della Camera di commercio di Como, con i più recenti che analizzano i primi nove mesi del 2016 e quindi tracciano un avvenire più promettente per gli scambi con questa nazione. La Cina è in settima posizione nei paesi che hanno comprato merci comasche (arredo e tessuti in testa, ma non solo). In quel periodo ha acquistato per un valore che sfiora i 125 milioni. Dieci in meno rispetto al 2015. L’aspetto di rilievo però è che nel 2008 si trattava di soli 64 milioni.

Una conferma veniva dal monitor dei distretti di Intesa Sanpaolo, che lo scorso anno eseguiva questa fotografia ad esempio sul Distretto tessile lariano: le vendite di tessuti lariani erano calate nel primo semestre, «ci troviamo però pur sempre di fronte ad un partner commerciale in forte espansione – è la sottolineatura – tanto che le esportazioni ammontavano a 43,1 milioni di euro a fine 2015, contro i 29 milioni del 2008, vale a dire una crescita del 51,8%». Anche meglio per il Distretto brianzolo dei mobili, con un sesto posto occupato dalla Cina: va ricordato che il vantaggio è stato opportunamente sfruttato con il Salone del Mobile a Shanghai, che verrà ripetuto e ampliato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA