«Senza voucher per i bar sarà crisi»
Giovanni Ciceri, presidente Fipe, lancia l’allarme per l’abolizione dei buoni lavoro

«Senza voucher per i bar sarà crisi»

Giovanni Ciceri, Fipe: «Adesso è importante trovare una soluzione alternativa al più presto»

«Troviamo una formula semplice e nel rispetto della legge per dare lavoro, insieme ai sindacati. Senza i voucher, per il nostro settore la situazione è veramente difficile».

A parlare è Giovanni Ciceri, vicepresidente di Confcommercio Como e presidente di Fipe. Che fa risuonare sul territorio la voce preoccupata della Federazione nazionale per l’abolizione dei voucher da parte del Governo: il presidente Lino Stoppani l’ha espressa anche alla trasmissione televisiva “Porta a Porta”.

I buoni lavoro sono stati vissuti come preziosi da parte delle associazioni, in parte anche dalle cooperative, da settori tra i più vari ma in particolare da quelli che hanno anche caratteristiche di lavoro stagionale. La ristorazione è uno di questi e lo sottolinea con forza Ciceri. Che invita i sindacati appunto a confrontarsi con le associazioni per trovare una soluzione sul territorio: tanto più in apertura della stagione turistica. «In associazione– continua – è stata anche istituita un’unità di crisi, per venire incontro alle tante richieste delle aziende in questi giorni. Perché sono sempre i piccoli che ci rimettono. I grandi, appena allertati, hanno preso gli ultimi voucher. Le piccole aziende ora non sanno cosa fare».

In effetti, gli uffici di Ceasco srl – la società di servizi di Confcommercio Como – sono a disposizione per dare supporto alle imprese che hanno bisogno di un approfondimento o di una consulenza sulle alternative: basta scrivere a info@confcommerciocomo.it oppure telefonare allo 031 2441.

C’è un dato importante che la Fipe e il presidente Ciceri sottolineano: spesso i voucher sono un mezzo prediletto dai giovani che ad esempio vogliono iniziare a lavorare ma allo stesso tempo devono anche studiare.

Non ci sono numeri specifici per il settore sul territorio (a Como in generale nel 2016 sono stati venduti voucher per il valore di 1,28 milioni di euro). La gravità della situazione però è stata espressa anche a livello nazionale e si ribadisce che i voucher soddisfano più esigenze comuni.

Ad esempio, possono portare regolarità nel lavoro e indirizzare appunto i giovani senza occupazione alle prime esperienze. Oppure offrire un’integrazione ai lavoratori che ricevono un sostegno dallo Stato o a donne per poter conciliare l’attività con la famiglia. Dal punto di vista delle imprese, però, è cruciale la flessibilità di fronte a lavoro improvviso o superiore alle aspettative: il che non contrasta – è la tesi Fipe sostenuta dalle statistiche – con il ricorso anche a occupazione stabile.

Sul Lario il rapporto Excelsior documentava proprio come le assunzioni nel turismo lo scorso anno fossero in crescita all’interno dell’economia provinciale e arrivassero al 26%: il doppio della media regionale, 13,3%. Fenomeno legato all’aumento dei turisti (+9,1% nei primi nove mesi dello scorso anno), trend consolidato, ma il comparto in passato ha anche conosciuto le differenze rapide dovute alle condizioni meteo piuttosto che ad altri elementi più globali: una su tutti, la promessa Russia frenata dalle sanzioni.

«Per questo è importante – conclude Ciceri – trovare un accordo per una soluzione al più presto. Le nostre imprese ne hanno bisogno».

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