Superfranco e frontalieri

Le aziende ticinesi si dividono

Molte imprese stanno pagando in euro o tagliando gli stipendi. Ma ci sono anche casi in cui si cerca di non penalizzare i dipendenti. Oggi inchiesta sul giornale

Superfranco e frontalieri Le aziende ticinesi si dividono

C’è chi sta pagando in euro, chi ha tagliato gli stipendi. Ma anche chi ha ridotto gli orari di lavoro, cercando di non penalizzare i dipendenti.

A più di un mese dalla decisione della Banca svizzera di sbloccare il cambio e con la salita del franco, gli effetti continuano a vedersi. In Ticino le associazioni di categoria hanno invitato a procedere con cautela, ma adesso il quadro si sta delineando. Diverse imprese, anche i colossi, hanno preso decisioni che vanno dal taglio degli stipendi al pagamento in euro. E c’è chi ha aumentato gli orari di lavoro.

Diversi i casi più caldi. La riduzione unilaterale dei salari introdotta a metà mese alla Exten di Mendrisio è stata nei fatti congelata. L’intervento dei sindacati e la mediazione del governo ticinese sono stati decisivi in questo. Altrove però non è andata così e alla Hugo Boss i tagli agli stipendi - definiti piccoli aggiustamenti dalla società - sono avvenuti.

Diversa la scelta del gruppo Bianchi, che ha preso una decisione di fronte alla crescita dei costi ma con attenzione a non penalizzare i dipendenti: «Per un tempo limitato, a partire dal 15 febbraio e al massimo fino a settembre 2015, in accordo con le associazioni sindacali, con i dipendenti e con l’Ufficio del lavoro svizzero, l’azienda adotta un orario di lavoro ridotto al massimo del 20% I dipendenti frontalieri non saranno comunque penalizzati da questa scelta aziendale in quanto il loro stipendio verrà integrato dal Fondo Svizzero del Lavoro (la nostra cassaintegrazione guadagni)».

Intanto altri segnali arrivano ad esempio dal fronte del commercio. E continua lo studio della road map sulla tassazione dei frontalieri, dopo l’accordo fiscale Italia-Svizzera. Del resto, l’integrazione tra i due territori è sempre forte. E la Bsi ha appena aperto una filiale a Como, proprio perché vede una crescita.

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