Calcio Como tra bivio  e amarezza

Calcio Como
tra bivio e amarezza

I fatti dicono: il Como domenica gioca una partita decisiva della sua stagione. E quando succede a metà cammino, spesso (come in questo caso) si tratta di bivio al ribasso: crisi, insoddisfazione, patemi. Il Como è squassato da una crisi di risultati nel mezzo di un clima avvelenato. Siamo già alla conta dei superstiti: chi ci crede e chi no? Domenica a Bolzano è un bivio. Curioso: come ai play off della scorsa primavera. Quella volta il Como perse e Colella si salvò.

Stavolta non siamo tanto sicuri che andrebbe a finire allo stesso modo. Per la prima volta la panchina del Como sembra in discussione in una società che in queste ore si sta domandando dove ha sbagliato. La dirigenza che ha abbandonato lo stadio a metà ripresa, martedì sera, è stato un segnale che va ben al di là dell’amarezza per la sconfitta. La verità è che, per usare una brillante definizione usata dall’allenatore della Roma Garcia, la proprietà comasca non è riuscita sin qui a riportare la chiesa al centro del villaggio.

Siamo già al punto dove erano arrivati i “terroni” Preziosi e Di Bari. Contestati a larga voce, mandati pubblicamene a quel paese a gran voce (Angiuoni no: era un “terrone” stimato). Nonostante il loro arrivo fosse stato salutato stile abbattimento della statua di Saddam, caduta del Muro di Berlino. Quella condivisione di intenti, quella disponibilità della piazza con cui si era partiti, si è consumata addirittura più velocemente rispetto a quanto successo ai predecessori. Lo stadio desolante, spalti vuoti e in contestazione. Al di là di un progetto che ha ridato credibilità a tutta la realtà azzurra. Ma ciò non è bastato. Perché servono i risultati. Specie se dichiari di puntare alla B.

Porro ora deve dare risposte a se stesso e ai suoi soci, che sono meno abituati al pallone e certo meno idealmente disponibili ad essere insultati pubblicamente sulla scena. La conferma di Colella contro la volontà popolare e la mancata esposizione della società quando venne chiusa la curva, sono i due peccati originali alla base di questa situazione. Bolzano è un bivio decisivo. Per questo, se non si vince, la società potrebbe rivedere certezze conclamate.


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