Cercasi d’autunno

il profumo dell’olea

In questo avvio dell’autunno mi manca il profumo dell’olea fragrans che negli anni scorsi avvertivo con grande soddisfazione rasentando non soltanto le cinte dei parchi e dei giardini di ville nobili e altoborghesi, ma anche i recinti di alcune delle tante villette che si assiepano su questi nostri poggi pedemontani.

Solo in qualche rara occasione mi è parso di indovinare l’accattivante, tenue e gentile fragranza di questa bella pianta sempreverde che le enciclopedia annunciano essere proveniente dalla Cina e che il suo nome scientifico è “osmanto odoroso”.

E’ albero di modeste dimensioni che si perde nel verde e nelle ombre del bosco ma che, alla fine dell’estate si fa sentire, grazie al profumo che emana talvolta con prodigalità. Proprio per questa sua virtù i potenti e ricchi proprietari di grandi dimore amavano impreziosire i loro parchi con questa particolare essenza.

Negli ultimi decenni il capriccio dell’olea fragrans si è assai diffuso, tanto che profumano anche giardini piccolo borghesi. Ed è così che talvolta amo andare a trovare gli olezzi del mio amato albero. Quest’anno però questa mia, chiamiamola pure, mania è andata assai delusa.

Settembre però già è passato da un po’ e le prime brume d’ottobre umide e fredde cominciano a posarsi sulle colline e infilarsi nelle valli delle nostre terre pedemontane anche se forse una di quelle belle ottobrate di un tempo, tiepide e azzurre forse non è ancora del tutto perduta. E magari, chissà, se mi potrà capitare di avvertire il profumo di qualche olea in ritardo sulla tabella di marcia del clima.

Ma perché quest’anno il profumo dell’olea fragrans è stato così effimero e breve? Chissà? Forse sarà stato tutta colpa del caldo torrido e prolungato dell’estate scorsa. Bisognerebbe sentire un esperto di botanica, un florovivaista. Ma a guardar bene vien da chiederci: quanto importerebbe conoscere la causa, o il colpevole che ha smorzato, o affievolito tanto da rendere vano, il profumo di questa pianta dai fiori così profumati? Diciamo solo che la natura questa volta non è stata generosa. E niente più. Tanto nessuno di certo si arrabbia, si duole, nemmeno si rammarica perché manca il profumo dell’olea fragrans.

Perché arrabbiarsi se non ci si può prenderla con qualcuno? Non c’entrano la globalizzazione, la crisi economica, le guerre africane e asiatiche che ci mandano i profughi: non è colpa di Putin, o di Obama, nemmeno del nostro governo, dei nostri leader e neppure della Merkel, o della Volskwagen.

Ed è così che forse sono rimasto solo io a pensare all’olea fragrans e a una bella poesia di Vittorio Sereni dal titolo “Settembre”:

“Già l’olea fragrante nei giardini / d’amarezza ci punge: il lago un poco / si ritira da noi, scopre una spiaggia / d’aride cose,...”


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