I rischi di una legge

con qualche eccesso

Si ha come l’impressione che talvolta la politica ceda alla tentazione di passare da un eccesso all’altro. Prendiamo il caso dei Bed & Breakfast, il fenomeno che, soprattutto a Como, ha determinato il vero e proprio boom del turismo. Nel giro di pochi anni in città si sono moltiplicati e stanno continuando a crescere alimentando un movimento, economico ma non soltanto, che ha cambiato il volto e forse in parte anche la natura di Como e dei comaschi. Una grande novità, con effetti largamente positivi, accompagnata da qualche contraddizione e da diverse irregolarità, com’è naturale che accada in una trasformazione partita dal basso su iniziativa dei singoli cittadini.

Ora, che fosse necessario provvedere a delle regole più chiare, innanzi tutto a tutela degli ospiti, era circostanza più o meno condivisa da tutti. Anche dagli stessi titolari dei B&B, perlomeno da quelli - ed è beninteso la stragrande maggioranza - che hanno sempre lavorato alla luce del sole e rischiavano di pagare cara la concorrenza sleale degli abusivi. Bene le regole e bene anche i controlli e le sanzioni pesanti per far passare ai furbi la tentazione di non pagare le tasse. Ma attenzione, ora, a non eccedere nel senso opposto. Già perché è legittimo, e probabilmente fondato, il sospetto che il regolamento messo a punto dalla Regione, con il nobile fine di garantire la qualità dell’accoglienza, esageri nel prevedere vincoli, paletti, regole e regoline. E passi la conoscenza dell’inglese. E vada per il wi-fi che è ormai più richiesto della tv. Imporre però l’esposizione del marchio regionale su cui prima o poi, c’è da scommetterlo, si pagheranno tasse e passerelle, oppure prescrivere il bidet quando è noto che gran parte degli stranieri non sono abituati ad usarlo, sono misure che, a essere indulgenti, paiono come un eccesso di zelo.

Poi certo, da queste parti si sa com’è l’andazzo: in Italia siamo maestri nell’arte di vietare sulla carta, con leggi e leggine sempre più complicate, e di tollerare nella pratica del giorno per giorno. Finirà, facile prevederlo, che di fronte alle imposizioni più rigide via via si farà strada la tendenza a chiudere un occhio e le cose con il tempo si aggiusteranno da sé. Ma questo è un altro discorso e non risparmia un poco di amarezza per quella che in fondo sembra un’occasione perduta.

Misura e buon senso sono il discrimine tra un provvedimento utile e una legge sbagliata anche se adottata con la migliore delle intenzioni. E gli errori talvolta si pagano caro. In questo caso sono perlomeno due i rischi che si intravedono, quello di snaturare attività nate in larga misura con spirito famigliare e quello di convincere persone potenzialmente interessate a rinunciare di fronte alla prospettiva di tanti adempimenti. Speriamo di sbagliare.

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