Il palazzo aiuti

i comaschi distratti

Il palazzo aiuti i comaschi distratti
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Che fosse un affare per le esangui casse del Comune si era capito subito, fin dalle prime rilevazioni. Ma che potesse diventare un affare da un milione di euro all’anno è davvero una sorpresa per tutti.

A partire dall’assessore alla viabilità, Daniela Gerosa, che ieri ha candidamente ammesso: «Non avevamo certo pianificato una somma simile». Salvo poi aggiungere: «È necessario avere dati certi, senza basarsi sulle stime».

Sta di fatto che le stime fanno impallidire i precedenti del semavelox (lo ricordate? Era all’incrocio di via Dante, via Paoli e via Borsieri). Stiamo parlando delle multe

“regalate” dalla telecamera all’imbocco di via Milano Alta, attivata a maggio. Nei primi tre mesi gli automobilisti hanno rimediato qualcosa come 10.364 multe, in pratica 101 al giorno. Poche? Tante? Tantissime. Se consideriamo che il provvedimento è in vigore due ore al giorno, dalle 7 alle 9 del mattino, significa più o meno una multa al minuto. Le vacanze sembrano aver regalato qualche giovamento ai comaschi più smemorati, ma il dato di settembre resta comunque eclatante. Di più. Da ribaltarsi sulla sedia.

A settembre le multe sono state 1.913, una media di 68 ogni giorno. Sempre tra le 7 e le 9 del mattino. Cioè 34 all’ora. Insomma, una fila ininterrotta di sanzioni che fa piombare via Milano Alta in un mistero sempre più fitto, degno di un trattato di psicologia collettiva.

E allora tanto vale andarsi a riprendere le considerazioni di Vito Tummino, valido esperto del Sant’Anna: «La spiegazione è diversa a seconda dell’età dell’automobilista. Un giovane probabilmente commette l’infrazione perché è distratto, un anziano invece fatica più di altri a memorizzare le novità».

Il cervello, spiega ancora Tummino, fa scelte abitudinarie se il livello di attenzione non è alto: chi passa di lì da anni può ritrovarsi in via Milano senza quasi rendersene conto. E se si fa un percorso pre-codificato la disattenzione diventa cronica. C’è poi un’altra considerazione degna di nota, rispetto a ulteriori tipologie di multati. «Tra le cause - aggiunge Tummino - non sottovaluterei l’emulazione, il cosiddetto “effetto pecora”: vedo qualcuno davanti a me che scende dalla Napoleona e va dritto, quindi lo faccio anch’io». I comportamenti sociali delle persone sono vari e bizzarri, è vero. Ma questa vicenda offre uno spaccato inedito, fuori dagli schemi e addirittura simpatico sui comaschi, che passano per essere formichine tutto casa e lavoro. E dire che Palazzo Cernezzi non ha fatto un blitz dalla sera alla mattina.

Le telecamere sono state attivate in via sperimentale nel luglio 2012, corredate un maxi cartello di divieto. Il Comune ha pure colorato l’asfalto con le strisce gialle e l’indicazione delle fasce orarie. Poi, dopo dieci mesi, ha trasformato il divieto da consiglio in ordine tassativo. Pena la multa. Niente da fare. Ai comaschi (e a chi viene da fuori) il divieto di passare da via Milano Alta proprio non entra nella zucca.

Detto questo, posto che nessuno, nemmeno il comasco più masochista si diverte a far incetta di multe (c’è chi ne ha già inanellate una trentina), forse è il caso che il Comune si metta una mano sul cuore, per aiutare i suoi cittadini in palese confusione da divieto. Ieri l’assessore Gerosa ha annunciato che installerà un pannello sulla Napoleona con l’indicazione dell’apertura del varco elettronico in via Milano alta. Peccato che questo avverrà solo a inizio 2014.

La gallina d’oro ha già regalato fior di soldi, forse non è il caso di aspettare ancora mesi, anche per non far sorgere il (legittimo) sospetto che l’operazione sia un mero esercizio per far cassa. Un modo come un altro per confondere le idee, quando poi si annuncia che Palazzo Cernezzi non aumenterà le tasse. In fondo è solo un pannello a messaggio variabile. No?

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