La voglia di assumere  vero segnale di fiducia

La voglia di assumere

vero segnale di fiducia

Lavoro: una parola che non spaventa, anzi attira. E ciò testimonia più di mille statistiche la corrente positiva che sta attraversando il mondo delle imprese a Como.

Arriva un autorevole esperto su tutte le novità in materie di occupazione e cento aziende accorrono nella sede di Unindustria per capirne di più. C’è voglia di assumere in questo territorio? Una domanda che ne contiene un’altra: c’è fiducia nel futuro? E la risposta dà sollievo. Perché se è vero che investire appartiene alla vita dell’impresa - in ogni fase e in quella di crisi ancora di più, o così dovrebbe essere -, farlo sul fronte dell’occupazione è un segnale ancora più importante. Significa essere convinti che si possa portare con sé nel futuro le persone. Parlando di contratti a tempo indeterminato, una regola ancora più forte. Credere, prima di tutto, che quel futuro ci sia, pur con tutte le sue fragilità, con le incertezze che hanno scolpito e continueranno probabilmente a scolpire l’economia e le nostre esistenze. A partire dal mercato immenso che si spalanca e si chiude, con altrettanta rapidità.

Ecco perché la massiccia presenza di rappresentanti delle aziende comasche all’incontro con Eufranio Massi diventa ancora più rilevante.

Un desiderio di capire meglio, che mostra quello di agire e cogliere le opportunità offerte dalla legge.

Come si diceva, il “per sempre” è l’elemento che conferma con particolare forza la voglia di scommettere sull’avvenire. Non è tuttavia l’unico, come sottolineava ieri Massi. Non dimentichiamo che, specialmente nelle piccole imprese, uno strumento cruciale prima era costituito dall’apprendistato. Mandato in crisi, invece, negli ultimi anni proprio dalle normative e specialmente l’artigianato ne ha sofferto molto.

Adesso negli interventi legislativi si torna a respirare in questo delicato comparto e per i giovanissimi si ripresenta la chance.

In generale, però, arriva un altro messaggio positivo, che dà insomma speranza alle imprese, da parte dell’esperto chiamato da Unindustria. Ribadisce quanto asserito in queste ore dal ministro Poletti: a prescindere dall’impatto immediato del Jobs Act lo scorso anno, con il passare del tempo assumere a tempo indeterminato converrà sempre di più. La forbice tra questo tipo di contratto e gli altri è destinata a ridursi.

Una notizia che potrebbe spingere ulteriormente il mondo produttivo non solo ad assumere, ma a farlo appunto “per sempre”. Perché la propensione c’è, come emerge ripetutamente dalle associazioni e dalle aziende: nessuno ha interesse a formare un ottimo lavoratore e poi farselo scappare. Basti pensare alla preoccupazione delle piccole imprese che si vedono soffiare operai specializzati dalla vicina Svizzera.

Il problema è che non sempre si è in condizioni di stabilizzare con serenità. Se il Governo non tradisce le aspettative, la strada sembra meno in salita. Anche se certo non basta.

Resta una raffica di problematiche, dalla tassazione alla burocrazia, che rendono comunque difficile fare impresa nel Paese e nel territorio.

Ma questo spirito positivo delle aziende sprona a non cedere. E citiamo anche due casi simbolici di questi giorni. L’entusiasmo dei dipendenti della Eurofiniss che hanno voluto fare gli auguri in modo speciale al loro titolare per i suoi 80 anni, ricambiati con una gita insieme a Pasquetta. E la festa per i 25 anni con tanto di weekend via per 200 lavoratori, festa che hanno organizzato i vertici della Cqt Qualitex. Perché quando si ha una famiglia, in armonia, anche sul posto di lavoro, è bello tenerla unita. Ogni giorno.

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