L’America ritrovata  che non è un regalo

L’America ritrovata

che non è un regalo

Como e l’America si ritrovano, ma non per caso. E se cambi di valuta e scenari internazionali non sono ovviamente estranei al legame che si rinsalda dal punto di vista economico, emerge con altrettanta chiarezza che gli automatismi non funzionano.

Il mercato americano è cresciuto per questo territorio? Nel 2015 senz’altro, nel primo trimestre 2016 (a questo periodo risale il dato camerale più fresco) sì ma con minore forza, se constatiamo ad esempio il sorpasso della Spagna sul fronte dell’export lariano.

Un piccolo passo indietro per i macchinari, una delle risorse più solide e talvolta sottovalutate di Como: perché questo comparto resta uno dei più imponenti e silenziosi. O meglio, la corsa continua perché si registra un considerevole + 18,3, ma la classifica punisce lievemente l’America.

Il tessile ringrazia sempre il mercato a stelle e strisce. Pensiamo anche al florovivaismo e alla benedizione che ha avuto da Michelle Obama, lo scorso anno a Expo.

Ma se vogliamo un conforto più sostanzioso, arriva da due altri mondi. Prima di tutto, quello dell’arredamento. Ricercato e apprezzato oltre oceano, perché il made in Italy (anzi in Brianza) è qualità. Non è però solo l’indubbia creatività canturina la protagonista di questa favola, che in realtà di favola ha ben poco perché è costellata di sforzi quotidiani e sacrifici. È anche e soprattutto la capacità di essersi mossi per tempo. Di aver compiuto il primo passo, quando altri erano ancora concentrati sul mercato interno. E di aver continuato a seminare anno dopo anno.

No, non è un caso. E nemmeno un dono piovuto dal cielo, per cui ci si può rallegrare e fermare.

Oggi Madison Avenue parla sempre più brianzolo. Lo fa con B&B Italia che ha voluto festeggiare anche nella Grande Mela i suoi primi 50 anni poche settimane fa con un party esclusivo, dopo aver inaugurato proprio lì un nuovo flagship store. Gli Usa sono il primo mercato per il gruppo di Novedrate: qui la prima vetrina è arrivata quarant’anni fa.

La stessa musica che suona per la Poliform. Che presto proprio lì farà un’altra inaugurazione, ma che soprattutto sugli Stati Uniti ha puntato con una determinazione premiata dagli anni.

Se non è un dono, è anche un terreno da continuare a curare con la stessa dedizione mostrata nel passato. Non si può mai mollare un attimo la presa, su questo mercato. Che fra l’altro ha una potenzialità ancora più immensa di quanto la percepiamo, come è emerso a più riprese dalle analisi di Federlegno.

Perché oggi parliamo di New York, vediamo le nostre aziende avanzare in California o approdare con grinta in Florida. Ma quanti altri Stati, quante altre metropoli possono rafforzare le vendite nel mercato americano.

Il mondo manifatturiero l’ha capito e continua a investire. C’è un ulteriore settore che è felice dell’America ritrovata. Che se l’è conquistata, a sua volta. Si tratta del turismo, naturalmente.

Gli americani innamorati del lago di Como, quelli che stanno aumentando ancora fin nelle strutture esclusive a partire da Villa d’Este.

Che vanno tenuti stretti, però. E per farlo non ci si stanca mai di ripetere ciò che serve: una giusta promozione certo,offrendo il paradiso che rappresenta il lago. Ma proteggendolo davvero, questo paradiso.

E magari facendoli sentire a casa non solo con una bellezza che in questo caso è dono del cielo, o con il cibo, bensì con servizi adeguati, una rete efficiente, informazioni in inglese e sì, quel sorriso che non guasta mai ,con nessuna nazionalità.

m.lualdi@laprovincia.it

@MarilenaLualdi


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