Le Primavere di Como  spalancano le periferie

Le Primavere di Como

spalancano le periferie

Ci raccontavano le periferie. Pronunci la parola e nel pensiero appare il grigio di palazzi alienati nelle steppe nebbiose della metropoli nella bassa. Dinosauri anni ’70. Quasi estinti o, più probabile, evoluti: le periferie sono tra noi, per vederle, riconoscerle ci vuole la luce giusta. Un’intuizione. Fare un passo di lato e spostarsi dal faro potente che illumina il centro del palcoscenico. Pazienza. Serve tempo allo sguardo per abituarsi ai chiaroscuri, alle sfumature, a poco a poco la complessità del mondo meravigliosamente prende forma. Ci vuole fantasia, anche un po’ di coraggio per prendersi per mano ed avviarsi ad illuminare gli invisibili. È coraggioso Papa Francesco nell’aprire la sua visita lombarda alle Case Bianche, alla periferia est di Milano. È coraggiosa la settima edizione della rassegna culturale de La Provincia portata da questa incerta primavera 2017, perché le periferie, l’invisibile, il dimenticato, trascurato, nascosto muove emozioni, a volte sorpresa, più spesso rabbia, dialoga con la pancia prima che con la testa. Saranno Primavere tormentate e intense. A partire dall’inaugurazione. Nessuna bottiglia di champagne, l’invito di sabato prossimo, dalle 15.00, è all’indignazione, alla protesta, colta ma ferma, fatta con la musica e la parola, nel salotto buono di piazza Cavour degradato a periferia di ruggine e sterpaglie, nel cuore di Como. Un paradosso, un capovolgimento, questa primavera ripartiamo da lì.

Sarà poi il Teatro Sociale, ancora una volta, ad accoglie la città de Le Primavere, serate aperte al dialogo, gratuite, di una umanità varia e sorprendente. A cominciare a fine marzo da Giacomo Poretti con Michele Brambilla, un attore e un giornalista. I due amici dialogheranno di minimalia quotidiane per rivelare che il prezioso calore della felicità si nasconde nei piccoli gesti ed è lontano dallo sfavillante benessere venduto dai ciarlatani dell’era mediatica. Inaspettato anche Albert Espinosa, l’autore di “Braccialetti rossi”. Ritorna Silvano Petrosino, filosofo, con Silvia Barbieri a raccontare le favole come mai le avete sentite. Ernesto Assante e Gino Castaldo ci presenteranno un inedito Bruce Springsteen e Franco Nembrini farà diventare finalmente un uomo il suo Pinocchio. Siamo già a maggio ed è la musica della storia di una intera nazione quella di Massimo Bubola, torniamo poi alle mille città contemporanee con Stefano Boeri e Giulio Giorello e poi ancora fuori, seguendo idealmente Volta insieme a Pietro Berra e Gianni Biondillo verso l’incanto del Giardino della Valle di Cernobbio che era degrado ed ora è meraviglia, il riscatto di una periferia grazie alla caparbietà di una cittadina.

Non si tratta, lo si sarà capito, di luoghi, non solo, ma delle periferie dell’anima, del pensiero, dell’arte. Sono quelli i luoghi del cuore che le Primavere vogliono far salire sul palco, accompagnati dalle immagini in bianco e nero illuminate da dettagli di colore a costruire un’essenziale scenografia e da brevi sequenze di film immortali, che delle periferie hanno narrato il mito, scelte con maestria dagli inventori del Lake Como Film Festival e ancora dalla luminosa collaborazione con il Festival della Luce - Lake Como 2017.

Il sentiero è tortuoso, come sempre quello di chi esplora, ma il premio è una nuova scoperta: è la scommessa che La Provincia propone ai cittadini. Il giornale, che pure ha raccontato il dramma collettivo delle paratie, politico e non solo, esce dalla cronaca per interpretare il ruolo di agente culturale, per agire nella società comasca un movimento di ragionata protesta e critica attenzione per ciò che sembra periferia e invece è centrale e soprattutto di fiducia nel cambiamento, purché fortemente voluto, espresso, condiviso. Indignatevi, incuriositevi, spegnete i riflettori bugiardi e accendete cento mille fiamme di intelligenza. L’invito è aperto su leprimavere.laprovincia.it.


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