Mobilità: a Como tutto  secondo programma

Mobilità: a Como tutto

secondo programma

Era tutto scritto a pagina 17 del programma elettorale di Mario Lucini. A poco più di un anno dal termine del mandato, va completandosi il disegno messo nero su bianco all’epoca, in quel documento intitolato “Como cambia passo”. I comaschi decideranno, al momento del voto, se bocciare o promuovere il progetto attuato dalla giunta. Ma è difficile sostenere che il centrosinistra si sia discostato dalle indicazioni del programma firmato nel 2012. Anche nel campo - delicatissimo - della mobilità e della sosta. Poche parole, ma impossibili da fraintendere, in quella pagina 17: tra le azioni da realizzare si cita - testualmente - la «disincentivazione della sosta inoperosa in convalle, in favore dei residenti». Tradotto: più posti blu e gialli, meno bianchi. E così è andata.

Poi parla di «estensione delle zone a traffico limitato». È stato fatto e, dopo mille polemiche, pochi tornerebbero indietro, almeno se parliamo della zona tra piazza Cavour e il Duomo. Resta inevitabilmente sospeso il giudizio su piazza Volta, via Garibaldi e piazza Roma; al termine dei lavori di riqualificazione (partiti in ritardo, questo va ricordato) vedremo “l’effetto che fa”.

Infine il centrosinistra prometteva «potenziamento della mobilità ciclabile e promozione del bike sharing» (le novità non sono mancate). E il «completamento dei parcheggi di corona». Proprio su quest’ultimo punto, le aree di sosta fuori dal centro, sembra volersi concentrare l’amministrazione nell’ultimo scorcio di mandato. Si spiegano così da un lato la decisione di accelerare per offrire un centinaio di posti auto aggiuntivi di fianco al comando dei vigili e dall’altro il via libera a operatori interessati a realizzare nuovi parcheggi in aree private (le ipotesi arrivate sui tavoli di Palazzo Cernezzi riguardano collegio Gallio, ex scalo merci, ex Danzas). Si punta con decisione, dunque, sull’asse di viale Innocenzo, visto che gli spazi da riconvertire non mancano e non è certo una follia pensare di lasciare l’auto in questa zona per poi raggiungere a piedi il centro.

Insomma, meno auto in centro era l’obiettivo e la giunta ha provato a raggiungerlo, anche a costo di usare le “maniere forti” (far pagare di più la sosta, ridurre drasticamente i posti bianchi, ampliare la zona a traffico limitato).

Restano due flop, pesanti: niente parcheggio in Ticosa, né provvisorio né - men che meno - definitivo; e l’autosilo Valmulini sempre vuoto. Poi un ritardo nel mantenere altre promesse, citate sempre nel programma. Si parlava di «integrazione dei sistemi di trasporto», «sistemi unici di biglietteria», «rilancio della stazione San Giovanni come polo della mobilità cittadina» e del «progetto di consegna delle merci in centro storico con mezzi a basso impatto ambientale». Difficile attendersi una svolta su tutto questo nei prossimi mesi. Lecito, invece, chiedere un colpo di reni per non chiudere il quinquennio senza passi avanti alla voce “Ticosa”. Anche perché - e torniamo per l’ultima volta al programma del 2012 - sull’area dell’ex tintostamperia Lucini scriveva: «Non la consideriamo un evento propagandistico ma un investimento per il futuro della città». L’investimento per ora non ha dato frutti.

m.sada@laprovincia.it

michele_sada

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