Venerdì 11 Ottobre 2013

Orticelli d’Italia

La lezione di Como

Nell’Italia degli orticelli, Como semina e raccoglie. Per tutti.

Perché se andrà in porto presto uno dei progetti risuonati ieri a Cernobbio, durante l’assemblea di Unindustria Como, è un risultato che gioca a favore della nostra provincia e non solo.

Zona franca, campus e lo stesso patto generazionale: sembra facile rimanere uniti, ma non lo è affatto. In modo e in misura differenti, si trovano spesso gli ostacoli, persino sulle proposte concrete che potrebbero alleviare le sofferenze economiche e sociali. A volte, nel nostro Paese le parti in causa hanno anche una straordinaria abilità nel posizionarli da soli, questi ostacoli.

Le battaglie sono solo cominciate e non è che a Como siano solo rose e fiori. Per alcune soluzioni, riuscire a conciliare i punti di vista diversi e raggiungere un’intesa è stato più difficile. Ma ciò che conta, è che una voce unitaria sia risuonata all’esterno. Non un canto unico, irripetibile, la perfetta performance in un concerto che finisce lì. Piuttosto, una tournée che ha rafforzato il messaggio.

Pensiamo alla zona franca. Se l’assessore regionale Mario Melazzini oggi porterà una prima misura che consentirà il taglio della burocrazia per le imprese, sarà anche merito di Como. E questo si può dire, anzi si deve, non certo per vantarsi, casomai per spronare a continuare su questa strada. Il cielo oggi sembra meno a tinte fosche di ciò che ci appariva prima, ha affermato il presidente di Unindustria Francesco Verga, ma non splende il sole.

Le sofferenze restano, ogni giorno: sotto forma di lotta che devono affrontare gli imprenditori, di posti di lavoro a rischio (la Sisme solo ultimo dramma ed è sfilato ieri sotto gli occhi di tutti), di giovani e meno giovani che non riescono a trovare occupazione.

Ma bisogna reagire. La zona franca non arriverà con la bacchetta magica, tuttavia un processo si è innescato. Un cammino che ha visto Como partire per prima, ma voltarsi rapidamente per coinvolgere le province che vivevano una simile situazione: la vicinanza con la Svizzera, salvagente per via dei frontalieri e pericolo per il richiamo alle aziende di casa nostra. Il tavolo per la competitività ha messo a fuoco la proposta, il presidente della Camera di commercio Paolo De Santis ha immediatamente bussato a Varese, Sondrio e Lecco. I consiglieri regionali hanno depositato una mozione, approvata tre giorni fa.

Musica per le orecchie dell’Italia degli orticelli. E il campus: anche in questo caso, si è portata la proposta a Maroni in maniera convincente e lui ha convocato le parti senza esitazioni. Sarebbe preziosa per Como, una svolta, ma non solo, vista la provenienza ampia degli studenti.

Ieri un altro tema forte è stato messo sul piatto da Unindustria: il patto generazionale. Mille giovani per mille aziende, è il suggestivo slogan di Verga, che può essere associato a un secondo, da brivido: azzerare la disoccupazione giovanile. E anche qui serve unità.

Pensarlo di questi tempi può sembrare illusione, ma è sognando che Como e l’Italia hanno messo in campo le energie migliori, ottenendo risultati. Un promemoria di questa capacità è partito da Cernobbio. Sognare non è proibito, con le nuvole che possono anche diminuire ma tormentano sempre le imprese.

Anzi, è altamente raccomandabile. A un patto, però: che ciascuno non sogni per conto suo.

Marilena Lualdi

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