Villa Erba come Alice,   festa di “Non” compleanno

Villa Erba come Alice,

festa di “Non” compleanno

Si sono ritrovati in tanti, se non tutti, ieri sera per festeggiare Villa Erba nel suo trentesimo compleanno. Nell’ammirare una platea così qualificata nel padiglione centrale veniva alla mente quella che partecipò, molto tempo fa, alla sua inaugurazione. Salì allora da Roma il ministro del Tesoro Guido Carli, che era già stato governatore della Banca d’Italia. La competenza di Carli nelle questioni economiche e finanziarie potrebbe oggi suggerire un’associazione di idee con quello che è stato il problema di sempre di Villa Erba: i soldi.

Trent’anni sono sufficienti per festeggiare e per guardare negli occhi la realtà. Belli e sinceri i complimenti e gli auguri al taglio della torta e al brindisi. Realistiche e oggettive le analisi sulla strada percorsa, sulle difficoltà incontrate e sulle sfide da vincere. Non a caso lo slogan che ha accompagnato la cerimonia è “Un ponte tra passato e futuro”.

Sotto questo ponte sono passate tante cose, alcune brutte, altre belle, talune bellissime. Tutto parte a metà degli anni Ottanta con l’acquisto di una delle più belle ville con parco del lago di Como. Quattro enti pubblici, cioè i Comuni di Cernobbio e di Como, la Provincia e la Camera di commercio, si mettono insieme e acquistano (oggi hanno il 54%) la proprietà di Villa Erba dagli eredi Visconti, quelli di Luchino.

Una splendida dimora patrizia, in stile liberty, che diventa patrimonio della comunità locale.

Fosse stata una semplice operazione immobiliare sarebbe stata fantastica e con una remunerazione da capogiro viste le valutazioni attuali delle ville sul lago di Como. Non fu così.

L’acquisizione era suggerita da un’intelligente visione: dare una vetrina di livello internazionale al tessile e alla seta di Como, cioè a un comparto economico straordinario e al quale la società comasca deve gran parte del suo benessere. Le aziende lariane producevano, allora come ora, i migliori tessuti al mondo e cercavano un luogo che valorizzasse questa grandissima eccellenza. Da qui la costituzione di una società di gestione che rappresentasse la proprietà pubblica del complesso immobiliare e dall’altra quella privata che esprimesse le migliori energie industriali.

Il progetto ambizioso, perfettamente realizzato, si concretizzò nella realizzazione di un avveniristico ed elegante centro espositivo firmato da Mario Bellini.

Ogni cosa al posto giusto tenendo conto che il posto era il lago di Como in uno dei punti più belli in assoluto.

Siccome la perfezione non è di questo mondo ecco ben presto emergere alcune difficoltà. Una delle eredi Visconti non volle vendere la sua fetta di parco e così rimase uno iato da colmare. La società di gestione dovette farsi carico di un lungo fermo cantiere per via di un esposto dei Verdi contro il taglio di alcuni alberi nel parco per far posto al polo espositivo. Ma questo fu il meno. Già nei primi anni ci si rese conto che non bastavano la villa e il polo espositivo per far decollare l’iniziativa. Mancano le infrastrutture, prima fra tutte il parcheggio. Tutti costi che appesantirono la società obbligandola alla ricapitalizzazione, al ricorso a consistenti finanziamenti bancari, all’ingresso di nuovi soci. Il più importante di tutti è la Fiera di Milano che ha il 21% del capitale.

Un altro evento, tanto imprevedibile quanto grave, fu la contrazione del settore tessile in lunghi anni di crisi. Le fiere sparirono e Villa Erba dovette reinventarsi un ruolo. È questa la sfida degli ultimi anni e anche del futuro. Deve vincerla tenendo conto degli spazi particolari che costituiscono un limite e al parco e al lago che invece rappresentano uno straordinario punto di forza. Salvo pochi anni (agli inizi del Duemila), la società non è riuscita a evitare perdite. Ancora oggi è condizionata da mutui e interessi.

Le speranze però sono rosee. È la location scelta da Barclays, dalla Ferrari, dal Concorso internazionale d’Eleganza e per lo spot del caffè con George Clooney.

Come una rondine non fa primavera, però, così, non basta uno spot per sanare i bilanci. Ed ecco che si potrebbe indicare una via nel legare positivamente sempre più Villa Erba con la società comasca, economica, culturale e sociale. E far sì che questa splendida realtà sia così sentita patrimonio di tutti da volerla promuovere, sostenere e valorizzare. E allora sì che come Alice nel paese delle meraviglie Villa Erba invece di festeggiare un solo giorno il suo compleanno potrebbe rallegrarsi tutti i giorni e brindare lietamente al suo “non” compleanno. Allora, auguri Villa Erba!


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