Falso tecnico versa una sostanza chimica nell’acqua, a casa di due anziani: «Faticavamo a respirare»

Albese con Cassano Brutta esperienza per marito e moglie in via Giovanni XIII: «Un falso tecnico ha buttato nel lavandino una sostanza, facevamo fatica a respirare»

Questa volta i truffatori hanno giocato pesante, cercando di intontire le anziane vittime del loro raggiro. Che, tuttavia, non è riuscito.

È accaduto ieri mattina, martedì 30 gennaio in via Giovanni XIII. Vittime prescelte, una donna di 87 anni e il marito di 90: un falso tecnico dell’acqua ha tentato l’ormai consueta truffa. Ha detto che l’acqua era inquinata e che c’era bisogno di fare controlli. Allo scopo, evidentemente, di riuscire a rubare soldi e preziosi.

Ma dal racconto della coppia è emerso qualcosa di diverso rispetto alla truffa canonica: lo sconosciuto ha infatti buttato una sostanza chimica nell’acqua, che ha provocato ai due anziani difficoltà respiratorie.  

Ricostruzione

Il marito, pur con la richiesta dell’anonimato, tiene a raccontare quanto è successo - l’accaduto è stato anche denunciato ai carabinieri - per informare gli anziani e prestare attenzione a questa truffa: «Ieri mattina poco dopo le 9 mia moglie era in casa quando ha suonato un uomo con la mascherina in faccia. Aveva un cartellino al collo e un telefono in mano. Si è presentato come tecnico dell’acqua e ha chiesto di entrare per fare dalla valutazione sull’acqua inquinata. Normalmente mia moglie è molto diffidente, ma quell’uomo le sembrava una persona conosciuta. Lei gli ha chiesto più volte di togliere la mascherina perché non capiva bene cosa stesse dicendo, e lo ha fatto avvicinare alla casa aprendo il cancello. Lui, nonostante abbia fatto finta di togliere la mascherina, in realtà non l’ha mai tolta. Quindi mia moglie l’ha fatto entrare nel garage per fargli vedere il depuratore dell’acqua».

Dentro casa

Il falso tecnico però voleva entrare in casa: «Le ha spiegato che doveva aprire i rubinetti dell’acqua per vederla scorrere e capire se ci fossero dei problemi, quindi lo ha portato nell’appartamento».

In questi casi, di solito, il finto operaio invita a portare i preziosi in frigo per “proteggerli” dall’inquinamento, ma stavolta non c’è stato nemmeno il tempo: «Io mi stavo cambiando e quando ho visto quell’uomo gli ho detto subito di andare fuori - racconta l’anziano - . Ho iniziato a urlargli contro e l’ho accompagnato fuori di casa, ma lui non desisteva, e telefonava dicendo che era in contatto con l’azienda e che era urgente intervenire».

«Mentre scendeva le scale l’uomo ha fatto delle foto - spiega ancora il pensionato - In garage ha voluto aprire l’acqua del lavello e ci ha buttato dentro qualcosa che ha fatto diventare tutto color ruggine e che esalava un odore acre. Si faceva fatica a respirare, ma io l’ho fatto subito uscire, quindi abbiamo aperto porte e finestre per arieggiare, perché si faceva fatica a respirare e l’odore faceva tossire».

Ma anche se la truffa non è riuscita, la messa in scena del falso tecnico era ben congegnata: «Certo, lui aveva al collo il cellulare con cui diceva di parlare con l’azienda raccontando di problemi sulla rete idrica, e poi un cartellino sempre della stessa azienda - racconta nacora l’anziano - Quando ha buttato qualcosa nel lavandino, ha sollevato il portasapone facendomi sentire vicino al naso questo forte odore, mentre lui ha tenuto sempre la mascherina. Non si può dire che mi abbia intontito, ma ci ha provato e si è creata una situazione complicata».

Una decina di giorni fa c’era stato un episodio analogo, in via Piave sempre ad Albese. Un uomo si è introdotto nell’abitazione con la scusa dell’acqua contaminata, ha tentato di prendere i preziosi di una donna anziana. Ma quando il falso tecnico si è accorto che la vittima aveva in casa solo la fede nuziale, alla fine, ha desistito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA