Treni lumaca per Milano
Nel 1939 erano più veloci

Dai quattro ai sei minuti in meno. È questo il tempo risparmiato da un pendolare del 1939 sulla tratta ferroviaria Como-Milano utilizzando le Ferrovie Nord rispetto a un pendolare di oggi. Settant'anni fa per arrivare nel capoluogo un comasco impiegava 50 minuti

COMO Dai quattro ai sei minuti in meno. È questo il tempo risparmiato da un pendolare del 1939 sulla tratta ferroviaria Como-Milano utilizzando le Ferrovie Nord rispetto a un pendolare di oggi. Settant'anni fa per arrivare nel capoluogo un comasco impiegava 50 minuti. Nel 1998 il tempo di percorrenza variava tra i 53 minuti e i 62. Nel 2010 ci vogliono tra i 54 e i 56 minuti. È il dato choc presentato dal capogruppo del Pd Luca Gaffuri lunedì sera in consiglio comunale, mentre presentava una delibera di indirizzo sul trasporto pubblico. In pratica nel 1939 i treni erano più veloci di oggi. E le cose non vanno meglio, nemmeno sulla rete che va da Como San Giovanni a Milano, cioé quella della Rete ferroviaria italiana. Gaffuri ha detto che nel 1939 un treno impiegava un'ora e due minuti per raggiungere Milano, mentre nel 2008, con il Cisalpino, erano sufficienti 35 minuti. Nel 2010 si va da un minimo di 46 minuti con il semi diretto a un massimo di 59 minuti con il regionale. In pratica in settant'anni si risparmiano appena tre minuti. E anche con il semidiretto la situazione è tutt'altro che positiva. Comparando i treni, nella relazione, è emerso che «si ritorna alle percorrenze di dodici anni fa tra Como e Milano».
Nell'elenco delle situazioni paradossali c'è anche il nodo orari. Dallo studio emerge che secondo l'orario di Trenitalia da Como San Giovanni non è possibile essere a Milano Centrale prima delle 7.15 a meno di partire alle 5.23 e prendere la metropolitana alle 6.20 a Porta Garibaldi. Per prendere il FrecciaRossa delle 8 occorre partire da San Giovanni alle 6.14 (arrivo alle 7.15 in Centrale). L'analisi va anche a confrontare i collegamenti con le altre principali città lombarde. Da Como a Varese servono un'ora e 27 minuti con due cambi; da Como a Bergamo un'ora e 26 minuti e un cambio; da Como a Brescia due ore e cinque minuti e un cambio (ma in Eurostar) e da Como a Pavia un'ora e 17 minuti e un cambio. Peggiorata anche la situazione tra Como e Chiasso con i collegamenti dimezzati in due anni: nel 2008 c'erano 29 convogli internazionali, mentre adesso sono 14. In pratica da un treno all'ora si passa a un convoglio ogni due ore. E per i pendolari, come detto, nel 2008 si poteva andare da Como a Centrale in 35 minuti in Cisalpino, mentre adesso si va da Como a Porta Garibaldi in 59 minuti. Nella migliore delle ipotesi si può utilizzare i treni regionali semidiretti che collegano le due città in 46 minuti.
Il caso trasporti tornerà in consiglio comunale lunedì prossimo con la discussione sugli 11 punti che compongono la delibera di indirizzo delle opposizioni. In pratica si impegnano sindaco e giunta ad attivarsi per fare in modo che la Regione ripristini i collegamenti internazionali con cadenza oraria; potenzi il servizio passeggeri sulla Como-Molteno-Lecco e verso Cantù e ancora una serie di interventi sui parcheggi a Como, di sinergia con Asf e di riqualificazione delle strutture.
Gisella Roncoroni

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