Mercoledì 03 Marzo 2010

La Canalis: "Io e Clooney
non lasciamo Laglio"

LAGLIO Elisabetta Canalis smentisce tutto, sia per quanto riguarda l'imminenza di un matrimonio con il fidanzato George Clooney che per quanto attiene una presunta gravidanza, ma al di la del gossip la notizia più eclatante contenuta nell'intervista rilasciata al settimanale «Diva e Donna», oggi in edicola, riguarda il no alla presunta vendita di villa Oleandra e degli altri immobili che il divo di Hollywood possiede a Laglio. Tra quattro giorni Elisabetta Canalis finisce di girare il film «A Natale mi sposo» e l'ex velina nell'intervista precisa che nel titolo non c'è nulla di autobiografico. Falsa, secondo la Canalis, è anche la notizia della presunta gravidanza e lo stesso discorso vale per le ville sul Lago di Como alle quali sia George che Elisabetta sono molto legati. L'attore non ha nessuna intenzione di metterle sul mercato come qualcuno con fin troppa superficialità ha sostenuto nelle ultime settimane. «E' una bugia bella e buona, dichiara la Canalis. A Laglio stiamo benissimo tutte le volte che George è in Italia. Il fatto è che alcuni ci speculano, dicono che George cerca casa in un certo posto, così fanno della pubblicità gratuita a quella determinata località e nel contempo riescono a far salire le quotazioni degli immobili». A Laglio, per la verità, nessuno aveva mai creduto che villa Oleandra, villa Margherita e gli altri immobili fossero stati messi sul mercato tanto più che il sindaco Roberto Pozzi aveva preso contatto con persone molto vicine sia a Elisabetta Canalis che a George Clooney e aveva ricevuto delle smentite. Solo che il giro del gossip era diventato vorticoso tanto da far sorgere dei dubbi sui reali propositi della coppia. La smentita della Canalis è arrivata a Laglio via internet e i primi a essere compiaciuti sono stati i concittadini che si sono recati all'edicola e al vicino «Circul de la Breva». Esulta il sindaco Roberto Pozzi il quale nonostante le sollecitazioni nei giorni scorsi aveva sempre negato la veridicità della presunta vendita.

f.angelini

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