Lunedì 24 Maggio 2010

Tutti i progetti in bilico:
"Subito chiarezza da Bruni"

COMO - A Palazzo Cernezzi tutti chiedono al sindaco Stefano Bruni di chiarire il destino dei progetti per i quali l'amministrazione ha seguito la procedura della valutazione ambientale strategica. La ex Ticosa, ma anche l'area di via Napoleona del Sant'Anna, il villaggio dello sport di Muggiò, il piano di recupero Argent, forse il Pgt rischiano infatti di dover essere rifatti in seguito alla sentenza con cui il Tar ha annullato il Pgt di Cermenate perché la vas era stata eseguita "in casa" con i responsabili scelti all'interno dell'amministrazione. Questa scelta, secondo quando stabilito dal Tar, va contro le normative comunitarie e nazionali in materia, in quanto, si legge nella sentenza, «una struttura competente per la Vas completamente interna al Comune non offrirebbe sufficienti garanzie di imparzialità e terzietà nella valutazione ambientale, determinando una illegittima commistione fra funzioni di amministrazione attiva e di controllo con la conseguenza di vanificare le finalità proprie della Vas».
Il capogruppo del Pdl Marco Butti dice che «sul tema Ticosa come su quello delle paratie è già in programma una riunione del gruppo e in quella sede chiederemo approfondimenti». Chiede chiarezza immediata anche il vice capogruppo Pdl Pasquale Buono «per evitare, se il caso, di andare avanti su una strada che poi rischia di essere quella sbagliata. E di non ritrovarsi a dover rifare daccapo».
Pure i lumbard chiedono un approfondimento rapito. «È assolutamente necessario - dice il capogruppo Giampiero Ajani - per evitare l'ennesimo passo falso o in un senso o in un altro. E intendo sia di non sottovalutare un punto debole, sia di non eccedere con l'allarmismo. Insomma, serve una verifica immediata».
Il leader del Pd, che è anche capogruppo in consiglio regionale, Luca Gaffuri dice che il rischio di dover ripartire è concreto. «Chiediamo al sindaco - dice di fare immediate verifiche sulla situazione e sulle procedure tutte ancora in essere per evitare di dover ricominciare tutto daccapo. La stessa Regione dovrà intervenire».

m.schiani

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