Mercoledì 21 Luglio 2010

Badanti: lezioni di dialetto
per capire gli anziani

COMO «Te, portem scia l'acua e vutem che go de na a lavà i man». Il nonno dà gli ordini, la badante lo guarda e sorride con quell'aria di chi non ha capito un tubo. Il nonno si gira e dice alla nipote:«Te, ma chesta che la capes un tristu?».
L'arrivo di una badante in casa è un sollievo per i parenti ma un trauma per gli anziani che vengono assistiti. Che già devono fare i conti con la vecchiaia, le capacità ridotte e la necessità di farsi accudire come i bambini  da un'estranea. Ma, poi, l'estranea in questione è pure straniera, capisce a fatica l'italiano e quando le si rivolgono in dialetto si sente come il nonno quando lei parla al telefono in polacco con i suoi parenti.
Lucia Salin, di Mediadream, la scena l'ha vista in diretta perché suo nonno la badante ce l'ha e mai che riescano a capirsi.
«Siccome stiamo organizzando i corsi per assistenti famigliari - spiega la coordinatrice, che è di Guanzate -, ho pensato che fosse una buona cosa, e anzi necessaria, introdurre anche corsi di dialetto. Del resto molti anziani, parlano solo quello. E anche le badanti parlassero a menadito l'italiano, non si troverebbero lo stesso».
Così è comparso l'annuncio per il Trovalavoro: «Corso di formazione in ambito linguistico. Corso di dialetto brianzolo utile per acquisire una conoscenza approfondita della cultura e della "lingua" popolare brianzola. Il corso ha come obiettivo quello di facilitare la comunicazione con persone anziane che fanno del dialetto brianzolo la loro lingua madre, ed è perciò rivolto soprattutto ad operatori che operano in ambito sociale e sanitario. Si terrà presso Mediadream srl, via Belvedere, 45 - 22100 Como. Il corso è rivolto a, disoccupati, cassaintegrati, occupati, inoccupati-mobilità. Il corso comincerà il 20/9/2010, si concluderà il 20/11/2010 (60 ore). Riferimento: Jessica Santini, telefono 031.5001245, fax 031.5003791, e-mail: j.santini@mediadream.it».
Gli insegnanti non sono ancora stati trovati. «Ne stiamo selezionando tre - dice ancora la Salin -, che fanno parte di un'associazione che si occupa di portare avanti le tradizioni locali. Ma i nomi non li abbiamo ancora». Per ora non ci sono neanche le iscritte, ma solo perché il corso non è ancora stato pubblicizzato.
Sono previste 60 ore, e non sono poche perché gli anziani hanno mille bisogni e se «la padela» assomiglia alla «padella», altre espressioni dialettali di uso comune quando si è costretti a letto, non sono cosi immediate. Soprattutto considerando il fatto che la maggior parte delle badanti straniere, ma anche delle assistenti socio sanitarie o delle infermiere degli ospedali o delle case di riposo fatica anche a usare il tu o il lei. E basta stare qualche ora a fianco d un malato per assistere a colloqui che a volte hanno del comico ma altre del tragico, visto che la mancanza di comunicazione genera grossi problemi e spesso deprime l'anziano che si sente pure un po' preso in giro.

f.angelini

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