Martedì 14 Settembre 2010

Como: dietro la tragedia
forse una delusione amorosa

COMO Potrebbero esserci ragioni di tipo sentimentale dietro la scelta estrema della guardia giurata che all'alba di domenica si è sparata al volto, con la pistola di servizio, all'interno del recinto dell'ospedale Sant'Anna. È quello che emerge tra le pieghe della brevissima indagine aperta su un caso che ha colpito moltissimo, sia per la determinazione sia per la lucidità di quest'uomo, 37 anni, celibe, che ha scelto un'aiuola accanto all'ingresso del pronto soccorso nella speranza che qualcuno, udito lo sparo, uscisse, lo soccorresse rendendosi conto di non poter più nulla ma, anche, attivasse le procedure per l'espianto degli organi. Non è successo nulla di tutto questo: ieri al pronto soccorso se ne discuteva ancora ma davvero, per quanto strano possa sembrare, nessuno si è accorto di nulla, nessuno ha sentito lo sparo. La guardia aveva preparato tutto con cura:scrivendo su una lettera di avvertire la sorella, accendendo un lumino, chiedendo di poter donare gli organi e disponendo in bell'ordine accanto a sé i propri documenti e la tessera Aido. Lo aveva poi trovato un'infermiera poco dopo l'alba che aprendo una tapparella si era sporta accorgendosi di quel corpo steso sotto una pianta. Spiegazioni sulle ragioni che lo hanno spinto a usare la propria Beretta verso di sé, il vigilante non ne ha fornite, almeno non per iscritto. Chi lo conosceva, però, avrebbe fatto riferimento a una lunga e mai superata delusione d'amore, anticamera di una depressione altrettanto violenta e sciaguratamente fatale. La salma è già stata restituita ai familiari.

f.angelini

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