Lunedì 25 Ottobre 2010

Cucciago, la messa su Raiuno
Paese protagonista in tv

CUCCIAGO La gioia. Un finale spirituale più che degno per il millenario della nascita di Sant'Arialdo, patrono e martire. L'orgoglio. Una vetrina nazionale (e internazionale) televisiva, regalata a tutto il paese – poco più di 3mila anime – per la celebrità garantita dalla diretta di RaiUno, un lusso che nemmeno il millenario di Galliano si era permesso. La messa domenicale delle 11, domenica mattina, grazie alla presenza della tivù si è dimostrata un evento unico. Per un'ora, le telecamere hanno mostrato l'intera liturgia, trasmessa «dalla chiesa parrocchiale dei Santi Gervaso e Protaso, Cucciago». Molto televisivi gli affreschi Anni Quaranta di Giuseppe Ravanelli. E le vedute sul paese, riprese nei giorni scorsi anche via elicottero, quando, per fortuna, non pioveva.
La Conferenza Episcopale Italiana e la direzione Rai hanno imposto l'osservanza di alcuni obblighi. Per motivi di spazio e sicurezza, erano solo 245 i posti disponibili. Accesso tramite pass. All'ultimo minuto, si è aggiunto qualche fedele. Tutti si sono ritrovati tre quarti d'ora prima, per ascoltare alcune raccomandazioni. Vietato girarsi, niente macchine fotografiche, cellulari spenti. Sedersi, ma senza fare troppo rumore. Abbigliamento vario ma sobrio. No ai colori sgargianti. Un quarto d'ora prima della funzione, tutti fermi al loro posto. I chierichetti, il parroco don Validio Fracasso e monsignor Gianantonio Borgonovo – dottore dell'Ambrosiana, ha celebrato la messa leggendo l'omelia, già scritta una settimana prima per i sottotitoli del Televideo – hanno aspettato in piedi in fondo al corridoio centrale. Alle 10.54, il Cucciago show. Preregistrato: un gatto alla finestra, il centro storico di Corte Castello, la tessitura Rubelli. E la scheda su Sant'Arialdo, il vero protagonista. La messa è iniziata in una nebbia d'incenso: un cameraman, dopo aver dato il là alla breve processione, ha chiesto di aprire il portone centrale.
Alla fine, tutti entusiasti. Soddisfatto Renzo Salvi, cucciaghese e dirigente di Rai Educational: «Apprezzatissima l'omelia, calibrata su Arialdo e la giornata missionaria mondiale. Avevo visto alcune clip. Ottimi i movimenti di camera. Resa di alta qualità, compatta e densa». Il monito finale da don Validio: «Con i mass media, si rischiava di mettere in secondo piano la parte spirituale. Invece, la partecipazione è stata profonda».

m.butti

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