Lunedì 14 Febbraio 2011

Otto milioni in meno
Taglieranno su tutto

COMO Quattro milioni di euro in meno per gli investimenti, quasi altrettanti da tagliare sulla spesa corrente. Parlare di un bilancio lacrime e sangue non è, questa volta, un modo di dire e, come abbiamo scritto sul giornale di ieri, a pagare per tagli e risparmi vari sono le categorie più deboli, come anziani, poveri e disabili. Il documento che a breve approderà in consiglio comunale per la discussione e il voto è davvero “magrissimo”, complice la sforbiciata record che si è abbattuta sui fondi in arrivo dallo Stato e dalla Regione. Minori trasferimenti da Roma per 2 milioni e 700mila euro, che vanno sommati al milione in meno garantito dalla Regione. Poco meno di 4 milioni di risparmi sulla spesa corrente, insomma. Mentre per le spese in conto capitale (in sostanza gli investimenti) ci saranno a disposizione appena 13 milioni di euro, contro i 17 dell'anno scorso. Tra un paio di settimane è previsto il passaggio in giunta, intanto il bilancio è al centro dell'attenzione dei consiglieri che fanno parte di un apposito gruppo di lavoro. E proprio nel corso delle ultime riunioni sono state ventilate alcune ipotesi che, se confermate, non faranno certo piacere ai comaschi. Per rimpolpare la voce “entrate”, in sintesi, si sta prendendo in seria considerazione la possibilità di aumentare le tasse. Si farebbe leva, anzitutto, sul federalismo fiscale, che consentirebbe di sbloccare le addizionali comunali sull'Irpef. L'incremento ipotizzato in questa fase è dello 0,1%. La mossa garantirebbe a Palazzo Cernezzi circa un milione di euro in più nell'arco dei dodici mesi. Ma non è l'unica novità emersa nel gruppo di lavoro. Si è parlato esplicitamente anche del possibile aumento della tassa sui rifiuti (la Tarsu), ferma dal 2005. Un adeguamento, peraltro, era già previsto per l'anno scorso, ma era saltato all'ultimo istante a causa della mancata assegnazione del nuovo maxi appalto per il servizio rifiuti. Tra le possibili nuove entrate sono state inserite anche quelle che dovrebbero arrivare grazie a un accordo con l'Agenzia delle entrate nel campo della lotta all'evasione fiscale: collaborare nella fornitura di dati e informazioni frutterebbe al Comune, stando alle prime stime, oltre 300mila euro. Infine, resta sul tavolo la possibilità di introdurre una tassa di soggiorno, che verrebbe imposta a tutti i turisti per ogni notte trascorsa in un albergo cittadino. La novità è già stata sonoramente bocciata dagli albergatori, ma i consiglieri di maggioranza sembrano intenzionati a portare avanti la proposta. Ma se sull'entità dei tagli e sulle possibili nuove fonti di entrata lo scenario è abbastanza chiaro, gli stessi membri del gruppo di lavoro sanno invece ancora poco a proposito della voce “uscite”. Hanno chiesto lumi a più riprese sul budget previsto per ogni settore (si parla addirittura di un possibile taglio del 3% senza distinzioni) e sulla destinazione delle risorse, ma non hanno ancora ottenuto risposte dettagliate. Qualcuno ha addirittura minacciato di abbandonare polemicamente il tavolo di discussione, decisione poi rientrata di fronte alla garanzia che, nei prossimi incontri, si analizzerà quanto richiesto.
Michele Sada

a.savini

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